Romoli: «Il no all’ascensore bloccherebbe per cinque anni i lavori in piazza Vittoria»

«Fermare il progetto dell’ascensore per il castello vorrebbe dire perdere cinque anni di tempo ed esporsi al pagamento di una salatissima penale alla ditta che si sta occupando dei lavori di piazza Vittoria. La polemica che si è sviluppata in questi giorni è davvero inutile e i politici che la stanno portando avanti denunciano gravi lacune di carattere amministrativo». Il sindaco Ettore Romoli contrattacca e afferma di voler intervenire «per l’ultima volta» sul progetto della salita meccanica al Castello. «Ricordo a tutti che il progetto fu originariamente predisposto dalla giunta Valenti, prevedendo l’utilizzo dei finanziamenti del Millenario della città - spiega il primo cittadino -. L’amministrazione successiva, quella guidata da Vittorio Brancati, per cinque anni si arenò arrovellandosi nel dilemma ’ascensore sì, ascensore no?’, dopodichè mise in appalto la sistemazione di piazza Vittoria e la predisposizione delle opere murarie dell’ascensore inclinato verso il Castello.
Arriviamo ai giorni nostri. Il centrodestra ha vinto le elezioni e il sottoscritto, nel momento in cui è stato eletto, ha trovato un appalto già assegnato che prevedeva il rifacimento della pavimentazione della piazza, la realizzazione solamente della predisposizione della salita meccanica e la chiusura della galleria Bombi. Questa giunta, pertanto, ha solamente consegnato i lavori all’impresa (la Luci costruzioni di Trieste) e non si capisce come, adesso, il centrosinistra dia addosso alla giunta comunale quando questa non ha alcuna responsabilità». Non solo. Romoli approfondisce un altro concetto. «Ripeto: nel progetto di piazza Vittoria, che ha preso il via, era prevista la predisposizione per l’ascensore senza, però, realizzarlo. Diciamo che la nostra delibera è stata quasi un atto dovuto. Sarebbe stata una beffa avere la predisposizione ma non la struttura dell’ascensore. Questa nostra iniziativa ha messo fine a una grande incogruenza partorita dalla precedente giunta».
Ma da dove deriveranno i finanziamenti? La somma necessaria (che è stata quantificata in circa mezzo milione di euro più Iva) sarà attinta dal ribasso d’asta dell’intervento di sistemazione di piazza Vittoria. «Non ci penso nemmeno di bloccare il progetto», aggiunge Romoli. Ma come la mettiamo con i costi di gestione che - secondo il consigliere comunale dei Cittadini, Donatella Gironcoli - sfiorerebbero i 200mila euro? «È una cifra che non corrisponde al vero, stando ai dati a nostra disposizione. Secondo i nostri calcoli, l’impianto di risalita costerà 80 mila euro che è, comunque, una bella cifra ma ammortizzabile, sempre che si voglia credere sino in fondo a Gorizia ’città turistica’».
Ma c’è un altro problema. Già denunciato sulle pagine di questo giornale nei giorni scorsi. A mettersi di traverso è la Regione. Che, con il Piano territoriale, impedisce la realizzazione di «impianti di trasporto di persone». «È strano - le dichiarazioni di Baresi - che la Regione ora blocchi progetti e programmi di riqualificazione urbanistica che lei stessa aveva approvato. E in questo caso si tratta di un progetto che nel settembre 2003 aveva avuto il benestare della Conferenza dei servizi, che era stato quindi approvato dalla giunta comunale il 14 novembre 2003 e i cui lavori erano iniziati il 22 giugno dell’anno passato in piazza Vittoria per poi passare, nelle fasi successive, sul colle dove devono essere predisposte le opere edilizie per poi installare gli impianti tecnologici di risalita con l’ascensore». Il Comune non ci sta. E, come annunciato sempre nei giorni scorsi dall’assessore comunale all’Urbanistica Dario Baresi, ha deciso di fare opposizione alla nuova legge urbanistica che accorpa anche competenze edilizie e paesagistiche. Come dire che la giunta Romoli è determinata. Vuole realizzare l’ascensore.
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