Romoli, l’anti-sprecone Solo 3mila euro di spese

Spese frugali. Altro che “missioni” all’estero che diventano l’occasione per fare una gita a costo zero. Rinfreschi raffinati e pieni di costosissime specialità (tanto paga... Pantalone). Spese principesche che fanno venire l’orticaria al normale cittadino.
Diciamolo subito, tanto per sgomberare il campo da ogni possibile equivoco: scorrendo le spese di rappresentanza del sindaco Ettore Romoli non ci si imbatte in rimborsi spese chilometrici, a cui ormai sono fin troppo avvezzi in altre zone del Belpaese, ma nella “miseria” di sette voci in un anno e dieci mesi.
Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, due che di casta se ne intendono, potrebbero impallidire di fronte alla pochezza dei dati. Entriamo nel dettaglio. Nel 2014 e nel 2015 (con dati aggiornati al 31 ottobre 2015) le spese di rappresentanza sostenute dall’amministrazione comunale nella sua interezza non risultano includere alcun importo imputabile a specifiche iniziative del sindaco (esempio: colazioni di lavoro, pranzi di rappresentanza, etc.). Si precisa, altresì, che il sindaco ha rifiutato di utilizzare la carta di credito messagli a disposizione dal Comune, non dispone (come tutti i componenti della Giunta comunale) di cellulare di servizio e, assieme agli assessori, ha ridotto del 5% la propria indennità di carica.
Le uniche spese, peraltro, bassissime riguardano le missioni effettuate dal sindaco a Roma. Nel 2014 sono stati spesi 2.112,47 euro, quest’anno (il dato è aggiornato al 31 ottobre) 1.094,84 euro. Nello specifico, nel 2014, Romoli è stato a Roma in maggio per incontrare i presidenti della Repubblica italiano e sloveno: ha speso 471,11 euro di aereo, 96 di taxi, 143 di albergo. Poi, è tornato a Roma a luglio per la commemorazione della battaglia del Podgora (le uscite sono state di 262,98 euro per l’area e 96 per il taxi); ad ottobre per incontrare i vertici Enac sul futuro dell’aeroporto di Gorizia (272,46 euro se ne sono andati per pagare l’area, 96 per il taxi, 116 per l’albergo); a dicembre per un incontro al Senato dedicato al tribunale (190,46 euro è costato il trasferimento aereo e 96 il taxi). In tutte le occasioni, il sindaco Romoli ha effettuato i pasti attingendo rigorosamente dal proprio portafogli.
Nel 2015, le missioni romane sono state complessivamente due. La prima in aprile: Romoli ha partecipato all’inaugurazione della mostra “Il Secolo lungo” al Palazzo della Minerva. Il viaggio in aereo ha comportato una spesa di 268,42 euro. Per il taxi il “conto” è stato di quarantotto euro mentre l’albergo ha richiesto un impegno finanziario di 110 euro. La seconda trasferta è stata nel luglio scorso in occasione dell’incontro Anci con i Comuni sede di uffici giudiziari. Per il viaggio in aereo sono stati spesi 572,42 euro mentre 96 se ne sono andati per il taxi.
Il sindaco sottolinea, inoltre, che alcune cene a carattere istituzionale, come quella per la consegna del premio Patroni a Carlo Rubbia, sono state pagate di tasca sua anche per gli altri commensali. E ciò succede non perché abbia la smania di diventare un novello San Francesco. Paga e assicura che continuerà a pagare di tasca sua perché può permetterselo.
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