Romoli: «Vigilino gli esercenti»
Il sindaco: «Se si moderasse la musica, le ordinanze non servirebbero»
«Se i gestori dei locali ci aiutassero moderando la musica e intervenendo con gli avventori maleducati che sono sicuramente la minoranza, probabilmente non ci sarebbe bisogno di alcun intervento come un’ordinanza sindacale. Ma tutti devono fare la propria parte». Una richiesta di una maggiore «responsabilizzazione» degli esercenti. A formularla sono il sindaco Ettore Romoli e l’assessore comunale al Commercio e alla Polizia municipale Fabio Gentile che hanno letto, ieri mattina, con interesse le reazioni dei titolari e dei dipendenti dei bar cittadini.
Tutto nasce dalla bozza di ordinanza predisposta dall’amministrazione comunale che prevede la chiusura generalizzata dei bar del centro entro l’una. C’è anche un’ipotesi più restrittiva che «parla» delle 24 come orario massimo di apertura degli esercizi pubblici. «Confermo che il Comune - spiega Romoli - intende regolamentare il settore uniformando l’orario di chiusura dei locali del centro. Questo, per mettere fine allo spostamento da un bar all’altro dei giovani. Siamo ancora a livello di proposta e dobbiamo ancora confrontarci con l’Ascom e con le altre categorie economiche. Conclusi questi incontri, la giunta prenderà la sua decisione finale». Romoli aggiunge che «non ci deve essere alcun allarmismo. Nessuno - scandisce chiaramente questo concetto - vuole trasformare la città in un dormitorio ma è chiaro che Gorizia non può nemmeno essere un centro in cui è impossibile dormire e, in alcuni casi, transitare».
Si sta cercando, pertanto, una linea - il più possibile - mediana per contemperare il diritto a dormire in santa pace con l’altrettanto sacrosanta necessità di divertirsi e rilassarsi in allegria. Ed è, a questo punto, che l’amministrazione comunale rivolge un appello agli esercenti affinché collaborino e affinchè intervengano se si registrano esagerazioni o intemperanze da parte degli avventori. Sul tema, prende posizione anche il vicesindaco (e assessore al Commercio) Fabio Gentile che è stato l’autore «materiale» della bozza di ordinanza sulla base degli indirizzi politici della giunta. Non vuole rispondere a Rifondazione comunista che - ieri - attraverso Livio Bianchini e Gianluca Pinto aveva ironizzato sull’ipotesi di provvedimento dell’amministrazione comunale, proponendo - provocatoriamente - di far chiudere i bar alle 19.30, uniformando la chiusura con i negozi.
«A Rifondazione non rispondo. Anche il sottoscritto, quand’era all’opposizione, usava spesso e volentieri l’arma dell’ironia - sottolinea il vicesindaco - ma, in questo caso, preferisco non replicare. Detto questo, vorrei puntare l’attenzione su un altro particolare. L’orario di chiusura all’una è, addirittura, un prolungamento per certi locali che oggi chiudono alle 23 o alle 24. Pertanto, andrei cauto a definire tale bozza di ordinanza una restrizione. Semplicemente, da amministratori, vogliamo e dobbiamo avere una visuale più ampia tutelando gli esercenti, coloro che vogliono divertirsi ma anche tutte quelle famiglie che si lamentano e continuano a lamentarsi a causa degli schiamazzi notturni, dei rumori molesti, degli atti vandalici, dei danneggiamenti alle auto». E ci sono alcune famiglie che appoggiano l’azione del Comune.
«Qui, non si dorme più - è lo sfogo iterato di un gruppo di goriziani -. Venerdì e sabato notte è sempre la solita storia. Non ce la facciamo più. Certi giovani orinano dappertutto e si mettono a suonare i campanelli in piena notte. Ci siamo affacciati alle finestre diverse volte per chiedere di smetterla e siamo stati insultati e invitati a rientrare». Sono state - più volte - chiamate anche le forze dell’ordine nell’area di via Diaz e corso Verdi. «Sin dalle prime ore della sera affluiscono nella zona centinaia di avventori che stazionano sui marciapiedi e sulla strada sino a notte inoltrata (3, 4 del mattino) consumando quanto servito dai bar: il tutto con l’accompagnamento di musica diffusa ad alto volume dagli esercizi pubblici medesimi.
Tale situazione si pone anzitutto come fonte di disturbo da emissioni sonore per i residenti che, a causa della musica ad alto volumne e degli schiamazzi prodotti dagli avventori sono disturbati nel riposo e nelle consuete occupazioni domestiche. Nelle abitazioni più prossime a tali esercizi non è possibile neppure conversare o seguire la televisione - si sfogano i cittadini - per non dire dell’assoluto impedimento al riposo notturno anche con le finestre chiuse».
Riproduzione riservata © Il Piccolo
Leggi anche
Video








