Rosolen: «Cancellati da un padre padrone»

TRIESTE. «Il confronto 2008-2013 è impietoso, il dato è indicatore della crisi del centrodestra». Roberto Menia non ci gira attorno. Non fa nulla per smussare gli angoli dei numeri catastrofici che la coalizione a sostegno della candidatura di Tondo ha racimolato a Trieste. E che si inseriscono «in un quadro politico generale totalmente in crisi - prosegue il leader locale del Fli -. Qui abbiamo visto un’elezione in cui la Serracchiani rappresentava comunque un elemento innovatore nel centrosinistra ed è quello che ha tenuto, facendo saltare lo schema proposto a livello nazionale per l’elezione del Capo dello Stato con le opzioni Marini, Prodi e infine la scelta istituzionale Napolitano, a cui va la mia stima ma che è la fotografia di un’Italia che non cambia. Ciò le ha consentito di vincere nonostante le previsioni». «È mancata una destra vera e responsabile - ragiona Menia -, quella su cui io personalmente lavoro assieme a uomini di buona volontà. Bisogna ricostruire. L’effetto Grillo è sceso: le preferenze delle politiche sono tornate nell’astensione. Che ha penalizzato di più il centrodestra».
Da un ex An a un’altra ex aennina e prim’ancora missina: Alessia Rosolen, eletta nel 2008 con il Pdl in Regione e poi fra i fondatori di Un’Altra Trieste e Un’Altra Regione dopo il burrascoso addio al partitone berlusconiano. Rosolen non è riuscita a rientrare in Consiglio: il suo movimento ha ottenuto un risultato troppo basso, anche se lei è stata votata da 1.489 elettori. Un riscontro notevole: meglio, in provincia, solo Dipiazza (Autonomia responsabile), Codega (Pd) e Gabrovec (Slovenska Skupnost). «L’esito del voto conferma ciò che ho sempre sostenuto - parte Rosolen -. Cioè che c’è un padre padrone che ha guidato Forza Italia per anni e che, appena ha avuto la possibilità, ha dapprima inglobato e poi annullato chi proveniva da An. Il risultato è che quasi tutti coloro che hanno fatto politica a livelli medio-alti in An, in questo momento al di là di un immarcescibile Dressi, non esistono più. Noi di Un’Altra Trieste esistiamo ancora in Consiglio comunale, ma c’è chi non c’è più perché ha fatto errori politici gravi o di valutazione adeguandosi alla linea imposta in questi anni. Gli unici due rappresentanti della destra triestina in Consiglio regionale sono entrambi espressione di quel padre padrone». Nessun rimpianto per Rosolen: «Sono convinta delle mie scelte. Le rifarei tutte». (m.u.)
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