Roversi: miope chiudere la stazione

Sfogo del sindaco: «L’assessore Riccardi non ha avuto il tempo di visitare Capriva»
Di Francesco Fain
Bumbaca Gorizia 17.06.2012 Stazione ferroviaria Capriva - Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 17.06.2012 Stazione ferroviaria Capriva - Fotografia di Pierluigi Bumbaca

CAPRIVA. «Il piano del trasporto pubblico che la nostra efficientissima amministrazione regionale (ampiamente votata nel 2008 anche a Capriva) con i sui efficientissimi assessori e consiglieri si appresta a varare prevede la soppressione di alcune stazioni e fermate fra qui quelle di Capriva: con buona pace di coloro a cui il treno serve».

Inizia così una dura reprimenda del sindaco di Capriva del Friuli Antonio Roversi, contenuta nel bollettino comunale “Il caprivese”. «Parliamo di abbassare il livello del trasporto su gomma e di incentivare quello su rotaia, vogliamo bucare il Carso e mezze Alpi per fare nuove tratte veloci e poi, dove abbiamo le ferrovie che passano già, con relativi disagi di rumore, sottopassi stretti e bassi, altoparlanti che urlano fesserie a pochi metri dalle finestre, invece di migliorarne l’efficienza e la frequenza, invece di pensare magari a una sorta di metropolitana Udine-Trieste, decidiamo di chiudere le fermate e, udite udite, sostituirle con corse di bus. Geniale! Lungimirante! In linea perfetta con il Protocollo di Kyoto», scrive il primo cittadino caprivese. Che aggiunge: «E il tragico è che mentre a Mossa è nato uno spontaneo comitato che ha raccolto più di 300 firme, a Capriva un solo cittadino ha segnalato il problema all’amministrazione comunale, invitandola naturalmente a muoversi lei in merito. Mi pare giusto. L’amministrazione - attacca Roversi - si è mossa sin da quando il piano è stato reso pubblico dalla Regione sia con interventi sulla stampa che, di concerto con la sindaco di Mossa, inviando una lettera di protesta e di richiesta di revisione del piano agli assessori regionali competenti».

Roversi affonda il colpo: «È successo così che il 20 marzo l’assessore Riccardi e il consigliere Razzini hanno fatto visita (30 minuti scarsi) alla stazione di Mossa e hanno dichiarato il loro impegno a esaminare la situazione. Per Capriva non c’è stato tempo di venire a visitare la fermata: impegni urgenti chiamavano altrove l’assessore che ha avuto soltanto il tempo di dire al sindaco che se aveva qualcosa da dire, comunque, poteva dirlo prima tramite il rappresentante in seno alle Autonomie locali. Ora la domanda è: passate le elezioni del 21 e 22 aprile la situazione verrà esaminata? E chi la esaminerà?».

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