Rubano i cartelli antimine Sebenico messa in pericolo
SEBENICO. Non è la prima volta e probabilmente non sarà neanche l’ultima in un Paese tormentato dalla recessione e dove si ruba di tutto, anche le tabelle che indicano la presenza di mine. I cartelli vengono presi di mira in quasi tutte e dodici le regioni (in totale sono ventuno), ma è nella contea di Sebenico e Tenin (Knin) che il fenomeno si fa maggiormente sentire, creando situazioni molto pericolose, specie per i bambini.
L’anno scorso i ladri hanno fatto sparire 87 delle 1110 scritte piazzate nell’entroterra sebenzano, con le forze dell’ordine che hanno potuto fare ben poco per impedire i furti e arrestare i responsabili. Le tabelle vengono vendute per ferrovecchio, ricavando qualche centinaia di kune, ponendo però a repentaglio la sicurezza. Del resto nella contea di Sebenico sono ancora 44 i chilometri quadrati dove si crede possano trovarsi decine di mine, collocate nel corso del conflitto croato-serbo degli anni Novanta. Un’area alquanto estesa, con l’83 per cento di terreni impervi, il 10 per cento di boschi e il rimanente 7 di terreni agricoli.
Il Centro croato per lo sminamento ha in programma di bonificare nel 2013 un’area pari a 2 chilometri e 370 metri quadrati. «Se continueremo a questo ritmo, la nostra regione non sarà stata liberata completamente dalle mine nemmeno nel 2019, aultimo termine fissato dall’Ue – dichiara il vice governatore della regione sebenzana, Zoran Smolic – Dal 1998 abbiamo speso per le attività di bonifica circa 320 milioni di kune (42 milioni e 55 mila euro). Sono tre bilanci della Contea di Sebenico e Tenin».
In Croazia le aree a rischio mine si estendono su una superficie di 680 chilometri quadrati, interessando 12 contee (niente Istria e Quarnero) e ben 95 comuni. Vi sarebbero ancora 74mila tra mine e altri ordigni esplosivi. Dal 1991 ad oggi le esplosioni di questi residuati hanno ucciso in Croazia ben 509 persone, ferendone altre 1450. (a.m.)
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