Rubano la cassaforte, colpo da 100mila euro

Bottino di gioielli. I ladri hanno svaligiato la casa di un maresciallo dell’Esercito in via Ovidio
Un colpo da 100mila euro messo a segno quando i proprietari dell’appartamento erano in ferie, lontani da Trieste. I ladri hanno addirittura staccato la cassaforte dal muro utilizzando alcuni scalpelli e il trapano trovati nell’appartamento. E poi hanno portato via tutti gli oggetti di valore come gioielli e argenteria. Il furto è stato messo a segno nell’appartamento dove vive la famiglia Tamburro al primo piano dello stabile di via Ovidio 2, vicino a via Commerciale, una delle zone residenziali della città. Segno questo che dall’Altipiano i ladri che hanno già svaligiato decine di ville, stanno puntando alla città. Nicola Tamburro, maresciallo dell’Esercito e la moglie Caterina, se ne sono accorti sabato notte dopo un’intera giornata di viaggio dalla Puglia.


Hanno trovato il portoncino era accostato e l’hanno aperto senza dover girare la chiave. E dentro c’era il caos, i segni inequivocabili dell’incursione. «Ho capito subito che era successo qualcosa di grave. Sono corsa in camera da letto e ho trovato un buco nel muro nel punto dove c’era la cassaforte», racconta turbata la moglie Caterina Califano. Aggiunge: «Sul pavimento c’erano cumuli di calcinacci e gli attrezzi per staccare il forziere. Sul letto c’era anche il nostro trapano elettrico che avevano utilizzato per bucare il muro». Nella cassaforte erano custoditi i gioielli di famiglia. Racconta ancora il marito, sottufficiale del Piemonte cavalleria in servizio alla caserma Brunner. «C’erano collane, orologi, orecchini e anche anelli di valore, roba di generazioni». I ladri hanno guardato dappertutto nella casa.


Hanno passato al setaccio ogni stanza. Hanno rovesciato cassetti e svuotato gli armadi gettando i vestiti sul pavimento alla ricerca di oro e argento. «Sotto il letto - racconta ancora la donna - c’era una scatola con l’argenteria. L’avevamo messa lì perché ci sembrava un posto sicuro. Ci hanno portato via posate e suppellettili che abbiano comperato in anni di sacrifici. Ora non abbiamo più nulla». Ma l’incursione non si è limitata alla camera da letto. I ladri hanno anche rubato un quadro realizzato con le foglie d’oro che era appeso in salotto. Con un coltello hanno staccato la tela dalla cornice. E poi hanno anche portato via i gioielli della figlia della coppia che erano nella sua camera da letto. «Sicuramente sono rimasti in casa diverse ore. Strano che nessuno dello stabile si sia accorto della confusione, del rumore. In cucina hanno anche mangiato e bevuto», dice ancora la signora Caterina. Interviene il marito: «Sono stati dei professionisti.


Lo ha rilevato anche la polizia. Ma non avrei mai pensato che queste cose accadessero a Trieste. Questa non è più una città tranquilla». Sul posto sono subito intervenuti gli investigatori della squadra mobile e della scientifica che hanno effettuato i rilievi. Hanno sparso dappertutto le polverine utilizzate per catturare le tracce come le impronte digitali. Poi hanno interrogato i vicini. L’appartamento si trova al primo piano e le finestre del balcone sono protette con delle grate in ferro battuto. Ma dai primi accertamenti è emerso che i ladri sono entrati dalla porta. Forse l’hanno aperta con un passepartout perché a quanto pare non è stato trovato alcun segno di effrazione.


Aggiunge la derubata: «Nei mesi scorsi sono stati effettuati diversi lavori di manutenzione nel condominio. In casa sono passati muratori, elettricisti e idraulici. Nei mesi scorsi abbiamo ricevuto poi diverse telefonate mute. Credevo fossero scherzi. Ora ho il sospetto che quelli fossero proprio i ladri».

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