Russo incalza sulle carceri «Servono nuovi progetti»

la proposta
Il Comune prenda in mano, aumentandoli, i progetti di utilità e reinserimento sociale per i detenuti, ascoltando al contempo le istanze dei lavoratori a vario titolo all’interno del carcere cittadino. È la proposta del candidato sindaco del centrosinistra, Francesco Russo, per «far sì che il tema della sicurezza non sia più appannaggio del centrodestra». Proposta illustrata durante la conferenza stampa di presentazione di Emilia Colella, sociologa e docente carceraria, che alle elezioni amministrative si candiderà nella Lista Russo-Punto Franco.
«Il carcere, pur essendo in centro città, è un luogo di frontiera che tendiamo a rimuovere, assieme a detenuti, operatori educativi, sanitari o di Polizia penitenziaria», ha continuato Russo: «Emilia, che abbiamo conosciuto durante il nostro tour rionale, porta alto il nome di Trieste in Italia. Ora mette la sua professionalità a disposizione di questa avventura: continuiamo a scriverne la storia attraverso quella delle persone che entrano in squadra». «Mi sono ritrovata per caso nella docenza carceraria: contesto dietro cui c’è un lavoro immenso, da parte di diverse figure professionali, spesso invisibile all’esterno», ha detto Colella, 55 anni, napoletana di nascita e triestina d’adozione da quasi un trentennio, che dopo varie esperienze d’insegnamento nel 2011 è approdata al Centro provinciale istruzione adulti (Cpia): «A livello locale stiamo sperimentando un’idea alternativa di sicurezza: dare ai detenuti la possibilità di reimpiegarsi e risarcire la collettività, attraverso specifici progetti, ad esempio sul verde pubblico. Dalla casa circondariale di Trieste sono partite numerose sperimentazioni, che vorremmo diventassero un cavallo di battaglia della prossima amministrazione comunale. E non solo. Siamo stati attenzionati dal Governo, in vista della riforma complessiva dell’istituzione carceraria, che secondo noi deve tener conto delle esigenze dei lavoratori e coinvolgere trasversalmente i ministeri di Giustizia e Istruzione. Io stessa faccio parte del Comitato tecnico-scientifico per l’istruzione in carcere». —
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