Sacher e bollicine per il compleanno del sindaco Dipiazza: «Ma il tram non c’è»
Russo e i fedelissimi di Punto Franco al capolinea di piazza Oberdan a Trieste

TRIESTE «Il primo febbraio, per il mio compleanno, ci sarà il tram». Da quel 6 novembre 2021, quando Roberto Dipiazza dichiarò in tv che si sarebbe fatto un regalo assai speciale, e più che a se stesso all’intera città («Ho appena fatto l’ultima riunione: al 99%, per quel giorno finalmente lo riavremo»), le candeline sulla sachertorte del sindaco sono diventate 69. Poi 70. E ora 71. Tanti auguri, ma il sogno del primo cittadino di festeggiare il proprio genetliaco a bordo del tram di Opicina continua a infrangersi nelle lungaggini di un’epopea che dura ormai da quasi otto anni, 2.874 giorni.
E così, per il terzo anno di fila, giovedì mattina i consiglieri di Punto Franco Paolo Altin, Alberto Pasino e Giorgio Sclip, assieme al dem Francesco Russo, ad altri consiglieri circoscrizionali e alcuni simpatizzanti, si sono ritrovati alla fermata di piazza Oberdan per il consueto siparietto di compleanno con tanto di auto-esplicativa torta Sacher e bollicine, per ricordare, con ironia e altrettanto “morbin”, il «mitologico ritardo» dei lavori e ribadire: «Trieste vuole il tram, non l’ovovia!» .

È stato un incontro più goliardico che politico, iniziato con un Pasino in ritardo («La sa a che ora el riva in fermata?» ) e colti paragoni tra il tram, fermo da agosto 2016, e il ritratto di Dorian Grey («Più si allunga il cantiere, più il sindaco si mantiene giovane: prima che riparta, faremo in tempo a festeggiare i 100 anni di Dipiazza»). Ma non sono mancate tirate d’orecchie per il festeggiato: «È il terzo compleanno senza che il tram sia ripartito. E speriamo sia l’ultimo! Al solito – bacchettano i consiglieri di opposizione – le promesse non mancano», . E via con tram, ex Fiera e galleria di Montebello: ma «alla prova dei fatti, la giunta non c’è».
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