Salvato un capriolo precipitato in una dolina

A Malchina spettacolare intervento del veterinario dell’Enpa supportato dai Vigili del fuoco

DUINO AURISINA. Spettacolare salvataggio di un capriolo di due anni ieri nel primo pomeriggio a Malchina. Protagonisti dell'operazione il veterinario Marco Lapia, volontario dell'Enpa, e i Vigili del fuoco. Tutto è iniziato poco dopo mezzogiorno, quando una coppia di triestini che stava passeggiando nei pressi di Malchina, ha notato un giovane capriolo che si dibatteva in una dolina. Resisi conto delle difficoltà dell'animale, che non riusciva a risalire le ripide pareti dell'avvallamento, i due hanno telefonato all'Enpa che garantisce il servizio di recupero degli animali selvatici in difficoltà per 24 ore al giorno, sette giorni su sette. Dell'intervento è stato incaricato Lapia, ieri in servizio domenicale. «Appena ricevuta la telefonata - racconta - mi sono messo in movimento per raggiungere Malchina, avvisando nel frattempo i Vigili del fuoco nella consapevolezza che la loro presenza sarebbe stata utile, come poi in effetti è stato. Giunto sul posto, grazie alle indicazioni della coppia - continua il veterinario - e resomi conto del problema, la mia prima intenzione è stata quella di procedere con la sedazione a distanza, che si fa utilizzando una cerbottana con la quale si lancia una siringa. Subito dopo però, avendo visto che il capriolo sostava in un punto preciso, perché impossibilitato a muoversi, ho proceduto diversamente. Grazie all'attrezzatura portata sul posto dai Vigili del fuoco - prosegue Lapia - io e uno dei loro capisquadra siamo stati calati nella dolina, opportunamente imbracati. Giunto a poca distanza dal capriolo - precisa il veterinario - ho potuto gettare addosso al capriolo una coperta e procedere, subito dopo, alla sedazione tradizionale. A quel punto si è trattato solo di trasportare il più rapidamente possibile l'animale nel centro dell'Enpa, in via Marchesetti».

Nella struttura dell'ente al capriolo sono state garantire le prime cure. «Ho notato che l'animale non aveva particolari problematiche - ha detto Lapia - se non un ematoma alla zampa anteriore destra, comunque non grave. Non presentava neppure conseguenze di un'eventuale disidratazione». Il capriolo rimarrà all'Enpa, sotto controllo, opportunamente sfamato e dissetato, ospitato in un recinto con una porta aperta verso l'esterno. «In tal modo - conclude Lapia - potrà andarsene quando vorrà, cioè quando lui stesso si sentirà di poter affrontare di nuovo il Carso e i dintorni di Trieste».(u.sa.)

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