San Lorenzo, ex caserma all’Agenzia del demanio

L’iter per la realizzazione di un’area residenziale nel piccolo paese isontino si allunga e non ci sono notizie dell’asta che si sarebbe dovuta svolgere nei mesi passati. Inquieto il sindaco Clocchiatti: «Chiederemo spiegazioni»
Di Francesco Fain
Bumbaca Gorizia 15_07_2012 Caserma di San Lorenzo - Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 15_07_2012 Caserma di San Lorenzo - Fotografia di Pierluigi Bumbaca

SAN LORENZO. Era il 2 ottobre 2012. “Il Piccolo” titolò: “Ex Colinelli, manca solo l’asta”. Ci riferivamo alla (lunga e snervante) vicenda della caserma dismessa che si sarebbe dovuta trasformare in un’area residenziale.

È il 10 aprile 2013 e il titolo di questo servizio potrebbe essere il medesimo: “Ex Colinelli, manca solo l’asta”. Come a dire: è tutto fermo, o meglio una novità c’è ma non sembra andare nella direzione di un’accelerazione della pratica. A raccontare come stanno le cose è Ezio Clocchiatti, sindaco di San Lorenzo Isontino. Non nasconde di essere inquieto, anzi molto inquieto. «Tutte le caserme sono confluite all’Agenzia del demanio, compresa quella di San Lorenzo - spiega il primo cittadino sanlorenzino -. Ciò ha finito con l’allungare l’iter: oggi, infatti, l’ex Colinelli dovrebbe già essere sul mercato, invece non ci sono notizie relative all’asta. Tutto si è fermato e questo ci preoccupa non poco: la caserma è in inarrestabile degrado. Proprio in queste ore, abbiamo predisposto una lettera in cui chiediamo un incontro urgente al direttore dell’Agenzia del demanio per fare chiarezza».

Per agevolare e velocizzare al massimo l’operazione, il Comune di San Lorenzo era diventato la prima municipalità d’Italia ad approvare una variante al Piano regolatore, creando una destinazione diversa da quella militare. Non è escluso che, provocatoriamente, lo stesso Comune possa tornare sui suoi passi, approvando un’altra variante che dia una destianzione a verde pubblico del compendio della caserma dismessa. Sarebbe un’azione clamorosa ma che non viene esclusa da ambienti vicini al Comune isontino.

L’idea, come noto, è quella di costruire nel compendio dell’ex Colinelli complessi edilizi che dovrebbero dare una risposta abitativa a cento persone: una maniera per dare una risposta alle giovani coppie e, al tempo stesso, per recuperare un’area in disfacimento e che costituisce una bruttura autentica in paese. Insomma, la speranza era che il decreto Monti trovasse la sua prima attuazione non a Milano, tantomeno a Firenze o Bologna, bensì a... San Lorenzo Isontino. Peraltro, l’operazione avrebbe portato anche dei benefici alle casse comunali, seppure ancora non perfettamente quantificabili.

Ecco perché l’amministrazione comunale ci tiene moltissimo all’apertura di questo cantiere: ventiquattromila metri quadrati, in un paese di meno di 1.600 anime, di ruderi e strutture in totale disfacimento. «Dobbiamo voltare pagina», conclude il sindaco Ezio Clocchiatti.

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