San Martino del Carso ospita il pronipote dell’arciduca Giuseppe

SAGRADO. Ci sarà anche il pronipote dell’arciduca Giuseppe, comandante delle truppe austroungariche del VII Corpo d’Armata che difendeva il fronte Carsico tra Gorizia e il mare, mercoledì alla...

SAGRADO. Ci sarà anche il pronipote dell’arciduca Giuseppe, comandante delle truppe austroungariche del VII Corpo d’Armata che difendeva il fronte Carsico tra Gorizia e il mare, mercoledì alla presentazione della mostra internazionale “Gli alberi di San Martino del Carso”. L’allestimento già ospitato al Museo nazionale di Storia Militare di Budapest e a Oradea in Romania sarà inaugurato venerdì alle 18 al museo della Grande Guerra di Gorizia.

L’arciduca Giuseppe aveva un legame molto stretto con San Martino del Carso e, in particolare, lo aveva con quello che in Italia è noto come l’“Albero Isolato di Ungaretti”. Nel suo diario lo cita numerose volte. La prima il 28 luglio 1915, durante la seconda battaglia dell’Isonzo, quando, appoggiandosi con la schiena al tronco, osserva il campo di battaglia coperto di cadaveri. Il nipote Eduard Habsburg-Lothringen, ambasciatore d’Ungheria presso la Santa Sede, ha quindi accettato con entusiasmo l’invito del Gruppo speleologico carsico (organizzatore dell’evento insieme al’Erpac Fvg e all’Associazione ungherese Meritum di Szeged) a visitare i luoghi dove il bisnonno visse i tragici combattimenti di oltre un secolo fa, facendosi accompagnare lungo i sentieri e i posti descritti nel suo diario.

Fu l’arciduca che, su richiesta del comando del 46° Reggimento diede l’ordine di tagliare il gelso. L’albero venne tagliato la mattina del 4 luglio 1916 e portato nelle retrovie al campo di Segeti dove venne organizzata una solenne cerimonia religiosa, a cui assistette il reggimento al completo. «Addossato al suo tronco più volte ho visto zuffe terrificanti - scrisse quel giorno l’arciduca -, l’ho chiuso nel mio cuore, perché a questo alberello, che moriva insieme ai miei cari eroi, sono legati indicibilmente numerosi onori e numerosi ricordi terribili!». (s.b.)

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