Messa contro le bestemmie, la chiesa si riempie di fedeli
A San Stino di Livenza oltre cinquanta persone hanno partecipato all’adorazione eucaristica organizzata da Alberto Arcicasa come gesto di riparazione per le bestemmie e le offese alla Chiesa

Don Alberto Arcicasa è riuscito ancora una volta a calamitare l’attenzione di molti. Credenti e non. Ieri sera ha proposto l’Adorazione del Santissimo come forma di riparazione alle troppe bestemmie nel territorio e alle offese alla Chiesa. Un'iniziativa particolare, che ha fatto discutere il paese. C’era grande attesa in paese e in chiesa oltre 50 persone, un numero elevato per gli standard delle messe feriali.
«Bestemmiare contro Dio» ha spiegato don Alberto «significa essere complici di scelte che non seguono il Vangelo. E soprattutto maledire tutte le fortune di cui siamo circondati. E anche rinnegare la nostra stessa esistenza».
Parole molto dure cui hanno risposto, con la presenza e la preghiera, tanti fedeli. A poche ore dall’Adorazione, nella giornata di ieri, sanstinesi e forestieri si sono interrogati sull’iniziativa di quel prete indicato da tutti come uno dei più importanti esorcisti del territorio.
«Io credo che don Alberto abbia fatto benissimo a organizzare questa funzione. Di bestemmie se ne sentono tante, a volte per sfizio, a volte perché si perde la pazienza – ha raccontato il gestore dell’Hotel Da Gigi, Enrico Bidoggia «Gestendo un locale pubblico le sento dalla mattina alla sera, ma non è bello ascoltarle. La Chiesa è una istituzione che ancora funziona. È giusto che don Alberto prosegua per la sua strada».
A ridosso del centro, Cristiano Franceschetto è presenza abituale a San Stino, ma è conosciuto nel Veneto Orientale per essere dirigente del Pontecrepaldo calcio. «Io sono cattolico e sono convinto che don Alberto faccia bene a organizzare celebrazioni di questo tipo, specie in questo territorio» ha ricordato Franceschetto «Viviamo in un mondo in guerra e paghiamo anche noi le conseguenze. La Chiesa? In un paese cattolico come l’Italia ha ancora il suo peso».
In chiesa, poco prima della funzione, don Arcicasa si è presentato con un look giovanile: capelli lunghi, maglietta e jeans. Poi ha indossato i paramenti sacri.
Alcune anziane sono arrivate molti minuti prima della funzione annunciata in riparazione alle bestemmie.
Hanno partecipato in molti, chi è rimasto in piedi, chi in ginocchio per quasi tutta la celebrazione. C’erano anche bambini e ragazzi, ma soprattutto donne.
Don Alberto Arcicasa si è inginocchiato ai piedi dell’altare sovrastato dal sacro ostensorio dell’Altissimo e in ginocchio ognuno ha pregato. Il sacerdote ha esclamato particolari invocazioni mentre i fedeli hanno chiuso gli occhi, completamente assorti nella preghiera. Don Arcicasa ha camminato lungo il corridoio centrale della chiesa, stringendo tra le mani l’ostensorio.
«Sia benedetto il nome di Dio» hanno recitato i fedeli «Nei social, nelle fabbriche, ai tavolini dei bar, nella rabbia e nei fallimenti, nel duro lavoro nei campi, nelle discoteche e nei locali notturni, negli impianti sportivi». Una celebrazione da ricordare. —
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