«Sandro è stato un dono di Dio» Barcola saluta il suo Comandante

il funerale
Sulla bara color chiaro il guidone della Società velica di Barcola e Grignano. Accanto la foto del “Capitano”. In chiesa molte persone con la divisa coi colori sociali. Davanti al portico tanti altri amici, conoscenti, compagni di regate, allievi della scuola di vela, che hanno testimoniato il loro affetto sostando in piedi, incuranti del sole cocente di fine luglio.
Il rione di Barcola, culla della Svbg, e Trieste intera, rappresentata dal sindaco, Roberto Dipiazza, hanno salutato così ieri, per l’ultima volta, Sandro Chersi, il “Comandante” di tante regate, recentemente scomparso.
Che Sandro Chersi fosse molto amato e apprezzato era già risultato evidente domenica pomeriggio, in occasione della cerimonia in mare organizzata per lui, alla quale avevano voluto aderire centinaia di persone, tra rappresentanti delle istituzioni, sportivi, amanti della vela, appassionati del mare.
Ieri, per l’estremo saluto, sono stati nuovamente in tanti a sfidare un’afa a tratti opprimente, pur di stare per l’ultima volta accanto al “Comandante”, per un addio molto sentito e partecipato.
«In questa occasione – ha detto don Antonio Greco, parroco della chiesa di Barcola, dedicata a San Bartolomeo, che ha celebrato la funzione funebre e che conosceva personalmente Chersi – dobbiamo rivolgerci a Dio per ringraziarlo di averci donato Sandro, uomo dalle grandi qualità, dalle innumerevoli doti, di cui in tanti abbiamo potuto beneficiare. Sandro amava la vita – ha aggiunto don Greco – e in particolare quel mare che lo ha affascinato e accompagnato durante tutta la sua esistenza e di cui conosceva i segreti come pochi. Apprezzava la compagnia ed era capace di trasmettere ai giovani le sue conoscenze. Ma era anche un uomo molto intraprendente – ha ricordato il parroco – capace di attraversare per 12 volte l’Atlantico. Sandro – ha continuato il sacerdote – amava dire che il marinaio bravo è quello che riesce a portare in porto la sua barca dopo una tempesta, ma il marinaio migliore è quello che riesce a prevedere la tempesta e rimanere a riva per evitarla. Ecco – ha concluso – portiamo nella nostra vita questo valido insegnamento».
Al termine della funzione religiosa, dalla chiesa di San Bartolomeo è partita la processione dietro alla bara, fino al vicino cimitero di Barcola, situato proprio di fronte all’ingresso della Svbg: il “Comandante” potrà riposare a pochi metri dalla sua società e dalla sua Barcolana, la regata di cui è stato uno degli inventori e che oggi è ormai una grande manifestazione di portata internazionale. Prima di interrare la bara, nella quale sono stati lasciati il guidone della Svbg e un ricordo di quella Pallamano Trieste che Sandro Chersi amava quanto la vela, i presenti hanno voluto intonare ancora una volta la “Marinaresca”, il classico brano musicale legato alla tradizione locale, che migliaia di triestini sentono come un piccolo inno cittadino.—
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