Sanità, la minoranza: «È soltanto una bozza»

PALMANOVA. «Un conto è fare una vera e propria guerra contro la chiusura del Punto Nascita di Palmanova… e un conto è dare giudizi frettolosi e allarmistici sul futuro del nostro nosocomio»: commenta così il consigliere Massimiliano Tosto per conto dell’opposizione di Palmanova le preoccupazioni espresse dal sindaco sul contenuto della bozza di riforma sanitaria. «La bozza svelata dalla stampa – prosegue – è, appunto, una bozza e non siamo d’accordo che la chiusura del punto nascita di Palmanova sia “l’inizio della fine” come Martines afferma. Presso il nosocomio palmarino le urgenze vengono regolarmente e tempestivamente trattate; un tanto deve essere la base per la sua nuova “mission” che, certamente, ha bisogno di adeguate risorse (economiche e professionali). E, al riguardo, la Giunta regionale ha impugnato i tagli alla Sanità imposti dal decreto Calabria...». Tosto non è d’accordo con il sindaco sul fatto che “dietro l’obiettivo dichiarato di una specializzazione dei vari ospedali, ci sia unicamente il loro depotenziamento, perché invece strategie simili sono alla base del buon funzionamento della Sanità pubblica in altre Regioni italiane e in altri Stati europei”. Per Tosto la Regione sta prendendo decisioni che vanno inserite in una programmazione ampia: «Noi siamo decisi a dare fiducia a una politica a vantaggio della Regione intera e non di una singola area”.

Intanto il segretario provinciale del Pd di Udine, Roberto Pascolat, esprime pieno appoggio a Martines che, a suo avviso, esercita solo il proprio diritto-dovere di chiedere le adeguate informazioni relative al punto nascita. «È del tutto evidente – dichiara – che, soprattutto gli amministratori di centrodestra dell’Agro Aquileiese, stretti tra la difesa d’ufficio del proprio assessore regionale, sul tema del punto nascita, e l’insoddisfazione dei propri concittadini per tale scelta, tentano una via d’uscita dalle proprie contraddizioni criticando Martines per un suo presunto eccesso di attivismo. Invece, così facendo, … rischiano di sollevare dubbi tra i loro stessi elettori sul fatto che i propri rappresentanti abbiano l’autonomia politica necessaria rispetto a qualsiasi governo nazionale o regionale». —

M.D.M.

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