Savino: patto non rispettato Sigliano: nulla di scritto

«Nonostante un accordo in essere che prevedeva di mantenere la produzione nello stabilimento triestino, il fondo americano Oaktree Capital Management, senza alcun preavviso, ha seguito esclusivamente...

«Nonostante un accordo in essere che prevedeva di mantenere la produzione nello stabilimento triestino, il fondo americano Oaktree Capital Management, senza alcun preavviso, ha seguito esclusivamente la discutibile logica del puro profitto, delocalizzando la produzione in Repubblica Ceca». L’assessore regionale, Sandra Savino, denuncia la chiusura del sito produttivo Stock citando un accordo che altri ricordano ma di cui non si trova traccia nel testo della ristrutturazione del 2008, quando furono trasferiti a Milano la direzione e gli uffici amministrativi. L’ex amministratore delegato Carlo Sigliano, che partecipò attivamente alle trattativa, smentisce che ci fosse un accordo scritto sul mantenimento della linea produttiva di Trieste.. «Purtroppo no - dice ora - Solo impegni presi a voce alla presenza delle istituzioni».

A livello regionale, intanto, si apre una polemica tra maggioranza e opposizione. «Non è possibile assistere impotenti a crisi di troppe aziende produttive che mettono i lavoratori in cassa integrazione o che delocalizzano o, peggio, che chiudono i battenti come recentemente la Stock di Trieste. Vogliamo che il presidente della Regione venga in Consiglio a spiegare quanto sta accadendo», attacca Gianfranco Moretton, capogruppo del Pd in Consiglio regionale. «Il presidente Tondo sta seguendo la vicenda della Stock di Trieste con la massima attenzione - replica l’assessore regionale al Lavoro Angela Brandi -. A differenza di quanto affermato dal consigliere Moretton – afferma l’assessore Brandi - la Regione non è affatto rimasta inerte: si è infatti immediatamente attivata incontrando subito i vertici aziendali in Italia della Stock e riunendo i sindacati per la condivisione di una linea d’azione».

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