Scatta la riqualificazione delle sponde del Timavo a San Giovanni di Duino

L’iter è coperto da 185 mila euro di fondi della Protezione civile I lavori si chiuderanno in primavera, emergenza sanitaria permettendo 

IL PIANO DI RECUPERO

DUINO AURISINA

Saranno rifatte le sponde del Timavo in prossimità delle foci del fiume, a due passi dalla chiesa medievale di San Giovanni in Tuba, recentemente crollate. Ad annunciare l’avvio del cantiere è l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Duino Aurisina Lorenzo Pipan: «La Protezione civile ha a disposizione per questo intervento 185 mila euro, che ci permetteranno, finalmente, di sistemare un’area che preoccupava non poco. L’opera sarà eseguita dal Consorzio di bonifica Pianura Isontina – aggiunge – nell’ambito dello stesso accordo che ha portato all’ultimazione del mini Mose. La precedente giunta di centrodestra – ricorda Pipan – aveva avviato, parecchi anni fa, lo sminamento del Timavo, progetto che, dalla seconda guerra mondiale, nessuna amministrazione era riuscita a portare a termine. In quella fase – precisa l’assessore – si erano presentate le varie richieste per la riqualificazione dell’area, che partiva ovviamente dalla messa in sicurezza degli argini. Allora si era riusciti a ottenere il finanziamento di 185 mila euro, sempre attraverso la Protezione civile, ma, nel maggio del 2012, era cambiata la giunta. Così, dopo anni di immobilismo, con il serio rischio di perdere quel contributo, ora siamo riusciti a cantierare anche quest’opera. Purtroppo – conclude Pipan – nel frattempo la situazione è peggiorata e la giunta attuale, con il sindaco Daniela Pallotta in testa, si impegnerà per ricevere ulteriori contributi e poter così mettere in sicurezza le sponde».

Il cronoprogramma dell’intervento prevede, in linea di massima, la conclusione dei lavori entro la primavera del 2021.

Ovviamente il tutto è condizionato dall’evolversi dell’emergenza sanitaria che, in casi come questi, può condizionare negativamente lo svilupparsi del cantiere.

Pipan coglie l’occasione per chiarire anche lo stato di avanzamento del piano di riqualificazione di Castelreggio, dove sorgeranno le sedi nautiche di tre sodalizi locali, Cupa, Diporto nautico e Sistiana ’89. «Essendo l’area interessata un bene demaniale – spiega – per il nostro Comune sarà sufficiente la registrazione del contratto di concessione recentemente siglato dalla Regione per dare il via all’intervento. Se le tre società avranno poi bisogno di inscrivere lo stesso contratto sulle particelle all’Ufficio tavolare per loro necessità amministrative, questo non riguarderà l’amministrazione. Di fatto – chiude Pipan – l’Ufficio tavolare non ha pratiche in piedi su tale fronte».—



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