Scazzottata in corso del Popolo coinvolti 3 pachistani ubriachi
Tre uomini su una panchina in piazza, che discorrono del più e del meno. Caldo, un bicchiere di troppo, l’innesco dei soldi per l’affitto che non quadra. È così, dopo aver portato disordine fuori da un bar con il lancio di una sedia e aver trascinato il diverbio fino alla fine di corso del Popolo, quasi all’imbocco di via Toti, senza lesinare nel transito sonore legnate, i tre finiscono la passeggiata di “ordinaria follia” al cospetto di una volante del locale Commissariato, intervenuta per sedare la lite dopo diverse segnalazioni di residenti e passanti. Che spaventati alla vista del parapiglia e soprattutto attirati dalle urla si sono attaccati, mercoledì nel tardo pomeriggio, al telefonino per chiamare il 112.
I tre, pachistani sulla trentina, rifiuteranno in seguito le cure sanitarie, ma colti in stato di manifesta ubriachezza in luogo pubblico (le indagini sono ancora in corso) verranno identificati e nei loro confronti gli agenti contesteranno una contravvenzione per l’ebbrezza.
I fatti. L’apice della zuffa si è consumato, l’altro giorno verso le 18.30, in corso, una delle vie dello shopping di Monfalcone. Dove il terzetto (tutti uomini di 26, 29 e 36 anni) ha dato il peggio di sè: sono volati calci e pugni, come in un film di Bud Spencer e Terence Hill. Dal balcone, un residente allarmato dalle urla, ha filmato l’arrivo della Polizia, quando ormai, complice l’intervento di alcuni avventori del vicino bar “Corso”, estranei ai fatti, i toni si erano smorzati.
Addirittura, secondo quanto riferito da testimoni, alcuni appassionati di torri e arrocchi, che nel locale all’angolo si danno appuntamento per disputare una partita, sentendo le grida sono accorsi sul posto per separare i pachistani facendosi scudo con le scacchiere. Quando si dice impara l’arte e mettila da parte.
Secondo quanto ricostruito dalla Polizia si tratterebbe di «scaramucce». Inizialmente, chi ha assistito al fatto, ha parlato di dissidi legati a uno zainetto, in realtà, come confermato anche dagli agenti di via Foscolo, il parapiglia è scaturito per motivi economici: divergenze legate ai soldi dell’affitto dell’abitazione. Evidentemente i conti non tornavano. Ma, sempre stato alla Polizia, il tutto si sarebbe alimentato nel consumo di alcolici. I tre uomini, infatti, «erano indubbiamente alticci», come sottolineato pure dal Commissariato.
Ci sono ancora indagini in corso, invece, sull’inquietante episodio di circa un mese fa, con teatro piazza Cavour, altro luogo frequentato del centro cittadino. A giugno, attorno alle 20, stando a quando appreso, un bengalese di 31 anni sarebbe stato picchiato da altri connazionali, cinque o sei, sulla trentina. Ignoti, in questo caso, i motivi del pestaggio. Tutti però, si sarebbero accaniti sullo stesso e, in tal senso, la vicenda non verrebbe rubricata come rissa. Sul fatto la Polizia mantiene il più stretto riserbo poiché ha ancora in piedi l’attività investigativa. Il 31enne bengalese, comunque, avrebbe riportato lesioni per una decina di giorni. Si valuta l’ipotesi di reato di lesioni aggravate in concorso. —
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