Scienza, il governo cancella l’Ics-Unido

L’Area di ricerca si restringe. Un altro pezzo di scienza è stato cancellato da Trieste nella quasi totale indifferenza. L’Ics Unico ( International Centre for Science and High Technology ) chiude a fine anno dopo 24 anni di attività. Smantellato. Senza clamore. Vittima della spending review del governo Monti. Cancellato dal ministero degli affari Esteri (che lo finanzia fin dalle origini) che ha tagliato i fondi all’Unido di Vienna (l’organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa dello sviluppo industriale) che lo gestisce dal 1996.
La decisione della chiusura è stata comunicata a Trieste da Vienna. Una scelta irreversibile. A fine anno si smantella tutto. «Mancano i particolari, ma la scelta è stata fatta - spiega il direttore Stefano Bologna -. Purtroppo la nostra chiusura non è in discussione». L’Ics impiega attualmente 17 persone (direttore compreso). Non si sa ancora quanti di queste persone saranno ricollocate in ambito scientifico triestino e quanti invece finiranno a spasso. «Non ci hanno ancora fatto sapere nulla - ammette con amarezza il direttore -. Stiamo attendendo. L’Unido ci ha comunicato che il governo italiano non finanzierà più l’Ics a partire dal 2013». Ma di cosa si occupa l’Ics? In realtà non ha laboratori. Non fa ricerca pura. Ma piuttosto ricerca applicata. Il suo scopo, fin dalla nascita nel 1988, è di promuovere iniziative di cooperazione scientifica e tecnologica nei settori ambientali. Ics opera attraverso borse di studio, riunioni di gruppi di esperti e corsi di formazione (una cinquantina di eventi all’anno) relativi all’utilizzo e valorizzazione delle biomasse, la conoscenza alimentare, le tecnologie delle energie rinnovabili. Il mandato dell’Ics, inoltre, prevede il sostegno ai paesi in via di sviluppo attraverso la promozione e il trasferimento di tecnologie volte al miglioramento delle attività produttive. Tra le collaborazioni legate al territorio c’è quella con la fondazione Ernesto Illy e la Illycaffè. L’ultimo è stato un convegno sui produttori africani di caffè. A partire dalla produzione di biomassa che potrebbe essere riconvertita in energia a vantaggio dei paesi produttori. Due persone dell’Ics lavorano attualmente ai progetti della Illy. E queste sicuramente saranno “salvate” visto che la collaborazione con Illy è gestita direttamente dall’Unido. «Sono sicuro che il rapporto continuerà» dice il direttore dell’Ics. I motivi del taglio brutale dell’Ics. «Non ce l’hanno comunicato - aggiunge Bologna -. Probabilmente siamo finiti nella tagliola della spending review. Il motivo credo sia questo». Con l’Ics sparisce da Trieste anche l’Unido, l’agenzia delle Nazione Unite che ha sede a Vienna. Un altro brutto colpo per la città della scienza.
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