Sciopero alla Centrale A2a per lo sblocco di 700 milioni
I lavoratori della centrale termoelettrica A2a di Monfalcone incroceranno le braccia per quattro ore lunedì per sollecitare risposte da parte della società sull'ammodernamento dell'impianto. I dipendenti si ritroveranno alle 8 davanti agli ingressi della centrale, ma effettueranno anche un volantinaggio lungo la strada regionale 14, dove il traffico potrebbe subire quindi dei rallentamenti. Non pare che la protesta sia invece destinata a provocare lo spegnimento dell'impianto, considerata l'esigenza della sua messa in sicurezza, oltre che la disciplina del diritto di sciopero per il settore energetico. La protesta è stata proclamata da Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uilcem Uil regionali contro «i continui rinvii della definizione e il finanziamento di un piano di sviluppo che garantisca il futuro del sito produttivo e la riduzione dell'impatto ambientale». Per lo stesso motivo a inizio marzo era stato proclamato lo stato di agitazione dei 150 addetti dell'impianto in attesa di un confronto con A2a che, però, in questo momento si trova alle prese con il rinnovo degli organismi societari e quindi difficilmente avrebbe potuto fornire delle risposte esaustive.
«Siamo preoccupati e con noi i lavoratori – dicono però i sindacati – perché da due anni ci viene annunciato un progetto importante, che però ancora non c'è e non ha alcuna copertura economica». In realtà è dal 2002, anno in cui la proprietà è passata da Enel a Endesa, che vengono proposti progetti di conversione che non hanno mai trovato una concretizzazione.
«La centrale di Monfalcone è strategica per il Nord Est – dicono ancora Filctem, Flaei e Uilcem – e per il tessuto produttivo particolarmente energivoro della nostra regione. È ora quindi di definire il progetto per la sostituzione dei vecchi gruppi a olio combustibile e sbloccare i 700 milioni di euro di investimento: A2a, a inizio anno, è riuscita a reperire la medesima cifra per acquisire la quota di Edipower in mano ai francesi di Edf».
La preoccupazione dei sindacati deriva dall’avvicinarsi di scadenze importanti: entro settembre 2012 A2a dovrà presentare la documentazione completa al ministero dell’Ambiente per ottenere le autorizzazioni ambientali. A marzo 2013 saranno fermati del tutto i vecchi gruppi a olio, pressoché inutilizzati negli ultimi due-tre anni. I sindacati temono però che lo stop potrebbe comportare degli esuberi di personale e sollecitano quindi risposte da A2a, lanciando un appello anche alle istituzioni regionali e locali che il sindaco di Monfalcone Silvia Altran ha raccolto. Un incontro del sindaco con i lavoratori è previsto per le 11 di lunedì.(la. bl.)
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