Scivoli e ricollocamenti Patto Wärtsilä-sindacati per i quaranta esuberi



Uscite volontarie incentivate, accompagnamento ai requisiti pensionistici di legge e ricollocamento del personale in eccedenza attraverso percorsi di riqualificazione e aggiornamento professionale. Questi gli elementi dell’accordo raggiunto ieri, nella sede della Wärtsilä, fra la Direzione Risorse umane dell’azienda e i rappresentanti sindacali del coordinamento Fim, Fiom e Uilm e delle segreterie nazionali, in relazione al piano di riorganizzazione che era stato annunciato negli scorsi mesi dalla stessa Wärtsilä Italia e che riguardava una quarantina di posizioni lavorative, per la maggior parte inquadrate nel settore impiegatizio.

Al termine dell’incontro, sia le parti aziendali che le organizzazioni sindacali hanno espresso «soddisfazione per l’accordo raggiunto», pur con sfumature diverse.

«L’intesa siglata – il commento del presidente di Wärtsilä Italia Andrea Bobicchio – rappresenta il risultato di una serie di incontri tecnici portati avanti con grande senso di responsabilità e impegno fra le parti, a partire dallo scorso aprile. La soluzione identificata concilia la necessità di conseguire la riduzione del personale con quella di supportare le persone coinvolte, riducendo in generale l’impatto sociale del piano».

«La trattativa – la chiosa di Bobicchio – non è stata semplice e abbiamo apprezzato le organizzazioni sindacali per l’impegno e la volontà di aver cercato la migliore soluzione per i colleghi coinvolti nella riorganizzazione. Un impegno che abbiamo mediato e condiviso, tenendo conto della necessità di raggiungere gli obiettivi della riorganizzazione stessa».

Dal fronte sindacale si è espresso in serata, anche a nome degli altri colleghi sindacalisti, Antonio Rodà della Uilm: «Siamo certamente soddisfarti perché sono state trovate soluzioni non traumatiche a carico dei colleghi coinvolti nel piano di riorganizzazione, però va tenuto conto che abbiamo risolto solo il problema corrente e che ci siamo confrontati con un’azienda che, negli ultimi cinque anni, ha perso qualcosa come 300 unità lavorative. Effettueremo perciò costantemente un monitoraggio della situazione aziendale per prevenire altre possibili situazioni di difficoltà come quella che abbiamo appena superato».

«Siamo in un settore che va tenuto sempre sotto osservazione – ha concluso Rodà – e le organizzazioni sindacali devono essere in prima linea su questo fronte».—



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