Scooter investe due ragazzine sulle strisce

Asportano dagli spogliatoi della piscina "Bianchi" una sacca da nuoto di un bambino di otto anni, mentre è in acqua impegnato con i suoi amichetti in un corso di nuoto. All'uscita dalle vasche il...
Di Enrico Ferri
sterle trieste 01 02 08 piscina bianchi passeggio s andrea sopralluogo commissione trasparenza comune di trieste
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Asportano dagli spogliatoi della piscina "Bianchi" una sacca da nuoto di un bambino di otto anni, mentre è in acqua impegnato con i suoi amichetti in un corso di nuoto. All'uscita dalle vasche il piccolo è rimasto in lacrime con il solo costume e le ciabatte. Il furto è avvenuto martedì 14 febbraio, nella fascia oraria tra le 16.40 e le 18.15, nessuno si è accorto di nulla, anche perché l'armadietto dove era riposta la sacca non aveva il lucchetto e quindi non è stato forzato da chi ha portato via gli oggetti e i vestiti del bambino.

«In piscina ci sono stati altri furti, è risaputo, ma ai bambini non avevano mai preso niente. Per questo quasi nessuno sente il bisogno di chiudere a chiave gli effetti personali dei bimbi. Purtroppo questa volta non è stato così», dice Monica Bernardi, mamma del piccolo Matteo (nome di fantasia, ndr). «La cosa che ci ha più colpito è stato il fatto che ci sono persone che non hanno remore nemmeno a rubare ai bambini, senza tener conto di quanto male possono fare alla loro innocenza e sensibilità. Non parliamo di un grandissimo valore economico, sono poco più di 100 euro, ma di un grandissimo valore affettivo, soprattutto per alcune cose che erano nella sacca».

Nella borsa da nuoto, regalata al bimbo lo scorso San Nicolò, c'era il tesserino di iscrizione alla Federazione italiana nuoto, vestiario, tra cui una maglietta di "Star Wars", regalata per lo scorso Natale e soprattutto una cuffietta da nuotatore che Matteo aveva vinto in una delle ultime gare e a cui era particolarmente legato. «Forse è stato proprio sapere che quella cuffietta era persa per sempre a farlo scoppiare in lacrime, un pianto che abbiamo fatto fatica ad acquietare e che ci ha fatto stare malissimo», dice ancora la mamma del piccolo nuotatore.

Uscito dall'acqua dopo il suo corso, Matteo si è diretto a fare la doccia con addosso il suo costume e un paio di ciabatte, l’amara sorpresa al suo ritorno negli spogliatoi quando si è accorto che mentre tutti i suoi amichetti si stavano asciugando e rivestendo, lui non aveva più nulla con cui vestirsi. È così che lo ha trovato il padre, bagnato e in lacrime, mentre cercava in ogni dove la sua amata sacca. Così, per non portare a casa il piccolo in quelle condizioni, il papà è tornato a casa a prendere un cambio, facendo attendere il bambino negli spogliatoi fino al suo ritorno.

«Spero che un rimorso di coscienza nella persona che ha preso le cose del mio bambino, lo induca a restituirci almeno la sacca e la cuffietta a cui tiene tanto», aggiunge infine la Monica Bernardi. La struttura sportiva oltre ad armadietti che possono essere dotati di lucchetto, ha anche allestito un piccolo magazzino chiamato "Lost and found", destinato agli oggetti abbandonati o persi.

Il direttore della piscina "Bianchi", Franco Del Campo, si dice costernato, pur considerando che nessuna responsabilità può essere attribuita alla struttura sportiva. «Un furto rappresenta sempre un fatto spiacevole, ma a maggior ragione questa volta, perché sono stati sottratti degli oggetti a cui un bambino dà sempre un valore simbolico particolare - dichiara - e sarò lieto di incontrare il piccolo nuotatore per consegnargli personalmente a nome della piscina "Bianchi" un piccolo omaggio che gli possa restituire il sorriso».

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