Scoperta all’Icgeb la tecnica di modifica del “rotavirus” che colpisce i bimbi

La ricerca si basa sull’ingegnerizzazione delle molecole che “scrivono” il genoma 

lo studio

Un gruppo di ricerca dell’Icgeb di Trieste guidato da Oscar R. Burrone, con un progetto internazionale tra Regno Unito e Italia, ha prodotto uno studio ora pubblicato sulla rivista “Cell Reports” che rivela lo sviluppo di una tecnica per modificare il genoma di rotavirus, un virus che può causare gravi gastroenteriti in età pediatrica. Burrone e collaboratori, si legge nell’articolo, hanno abbattuto l’ultima frontiera nel campo del cosiddetto “editing genomico”, grazie all’ingegnerizzazione di una forbice molecolare, manipolandone il funzionamento nelle strutture cellulari dove il virus replica il proprio genoma e forma le nuove particelle virali. Come spiega Guido Papa, primo autore dell’articolo e ricercatore a Cambridge, in questo modo viene fatta «luce su un critico e da sempre dibattuto aspetto della biologia di rotavirus, chiamata “trascrizione secondaria”, mostrando per la prima volta che questo processo è la fonte più importante per la produzione di nuovi virus, contribuendo in larga parte alla patogenicità virale in età pediatrica». Burrone, coordinatore dello studio, sottolinea le future applicazioni di questa tecnica: «La modifica del genoma di rotavirus è un approccio che apre la strada per lo sviluppo di nuove terapie mirate contro aspetti fondamentali della replicazione del virus. Come insegna l’attuale pandemia di Covid-19, i virus non possono mai essere sottovalutati e c’è sempre bisogno di cercare approcci innovativi per la scoperta e lo sviluppo di nuovi farmaci antivirali».—

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