Scoppia la guerra degli autobus Tre attacchi da sinistra su Apt

Che stiano tutti dalla parte di Paolo Polli è scontato. Ma che ora, dopo l’ultima bufera sul caso dei 105 mila euro di crediti non riscossi a causa dei portoghesi, gli scrocconi del trasporto pubblico, sia davvero guerra aperta tra destra e sinistra lo si è capito a pochissime ore di distanza da quella notizia. Quando, a partire da una prima nota siglata dal Pd alle 22.53 del giorno stesso, sono giunti ben tre, tra interrogazioni e comunicati, documenti dall’opposizione. Tutti su Apt. Un fuoco di fila. Oltre al citato, gli interventi di Annamaria Furfaro (La nostra città) e Omar Greco (Art 1). Dichiarazioni tese a fare le pulci all’odierna conduzione del servizio Apt, retto da Caterina Belletti, per via dei disagi accusati dall’utenza scolastica al riavvio delle lezioni o per la mancata partecipazione al bando regionale sul servizio dello scuolabus, appaltato a una ditta pugliese. Monfalcone farà valere il contratto in corso con l’azienda isontina, ma solo fino al 31 ottobre 2021.
Si è detto: i crediti relativi al mancato pagamento del biglietto del bus da parte dei portoghesi, anni 2013-2014, venivano registrati per cassa, di fronte all’incertezza sugli importi dovuti. E su questo, la spiegazione dell’ex presidente dell’Azienda provinciale trasporti Polli, è parsa (a sinistra) sufficiente. Al punto da non dover tornare sul tema. Solo Greco arringa una difesa d’ufficio parlando di «vergognosa caccia alle streghe tra due diligence inutili e rilievi sulle modalità di contabilizzazione delle poste in bilancio»: contestazioni «fatte esclusivamente perché si vuole colpire la dirigenza di prima». Gli altri esponenti affondano invece le unghie sul fianco scoperto, attaccando su scuolabus e mancata messa a punto ottimale del servizio, causa covid-19. Il gruppo Pd avanza un’interrogazione urgente per capire «quali azioni» si possano intraprendere affinché le prestazioni siano sicure e migliori, a fronte peraltro del fatto che Monfalcone è il terzo azionista di Apt, con il 12,54% delle quote sociali. I dem (Fogar, Delbello, Giurissa e Frisenna) si sono riallacciati ai bus «super affollati» di studenti e pendolari, rilevando come «in qualche caso siano stati lasciati a piedi alcuni studenti», circostanza smentita da Belletti, e con «una presenza superiore all’80% dei posti previsti dalle linee-guida nazionali», sicché sulle corse da Grado son piovute «rimostranze dalle famiglie». Per contro «è frequente vedere a Monfalcone i mezzi di Apt viaggiare anche con un solo viaggiatore o pochissimi utenti».
Furfaro invece, nella sua veste di presidente della commissione VI sul Controllo e garanzia delle attività dell’ente e partecipate, rievoca la seduta di luglio in cui sono stati auditi presidente e direttore di Apt e dove non sono arrivate risposte puntuali su una questione su cui da mesi lo stesso Greco chiede numi: la mancata partecipazione di Apt al bando per aggiudicarsi il servizio scuolabus. Gara da 39 milioni vinta dalla ditta di Lecce, tirata in ballo per «aver arrecato disservizi in più di una località». «Il direttore Luca Di Benedetto ha risposto che la decisione è stata presa dal cda con delibera di novembre 2019 – così Furfaro –. Non riuscendo a entrare nel merito delle motivazioni e non avendo con sé il verbale, si è impegnato a procurarne nell’immediatezza copia: peccato che a tutt’oggi la commissione ne sia sprovvista». Tentando l’accesso con gli uffici, «mi è stato detto, in antitesi al Tuel, che dovrei chiedere gli atti ad Apt a titolo personale, come un qualsiasi cittadino». Furfaro annota poi che il vicesindaco Paolo Venni ha richiesto un approfondimento sulle ormai famose motivazioni: «Bizzarra richiesta – conclude –: non è l’assessore competente in materia? Siccome presenzia alle assemblee consortili, come mai sembrerebbe non essere al corrente di decisioni di così grande impatto per la cittadinanza assunte da Apt?». —
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