Rebus sede dell’Ambito: «Il Comune è disponibile a trovare una soluzione»
Fasan: «Il contratto fu stipulato con l’accordo di tutti i sindaci»

«Il Comune di Monfalcone ha sempre fatto pienamente la propria parte, condividendo le scelte con gli altri enti aderenti, per assicurare la soluzione migliore e più funzionale, dal punto di vista operativo e gestionale alla sede dell’Ambito, in quanto ritiene l’assistenza sociale come una priorità». Esordisce così il sindaco Fasan nella nota di risposta alle critiche espresse dai sindaci dell’Ambito. Il caso è il costo esoso dell’affitto per la sede unica dei Servizi sociali dell’Ambito, in via Rossini.
«Nel 2018, l’allora sindaco Cisint intervenne individuando la sede di via Rossini per risolvere la dispersione su varie sedi degli uffici sociali e rimediare al profondo disagio che ne derivava per utenti e operatori. La struttura di via Rossini superava le carenze esistenti e unificava i servizi a vantaggio di chi ne aveva bisogno, dando una sede adeguata a tutto il personale, garantendo la necessaria riservatezza, con front-office, sala d’attesa e box dedicati ai colloqui. Una sede anche facilmente raggiungibile, dotata di parcheggi e fibra ottica».
La scelta
La scelta, afferma il sindaco Fasan, «fu concorde da parte di tutti i primi cittadini dell’Ambito presenti allora, tramite apposita deliberazione dell’Assemblea dei Sindaci, imputando la relativa spesa al Fondo sociale regionale». È stato stabilito così «il contratto di locazione con canone annuo di 86.340 euro». Non 84 mila, dunque, come diffuso nei giorni scorsi. «Ma la spesa è finanziata da fondi regionali». C’è, dunque, sottolinea Fasan «una continuità delle scelte amministrative che va rispettata per garantire la continuità dei servizi essenziali». I sindaci di allora «hanno peraltro la stessa appartenenza politica di quelli attuali» fa capire il sindaco. Quanto all’interrogazione di Mcs, «è ridicola e demagogica la proposta dei consiglieri Morsolin e Saullo di destinare altrove fondi che la Regione rimborsa per le spese dell’Ambito per la gestione e il funzionamento. L’eventuale acquisto dell’intero immobile attualmente locato comporta costi di ammortamento e di interesse con relativo appesantimento sul bilancio dei Comuni». Stoccata a parte, almeno «resta ferma la disponibilità, da parte del Comune di Monfalcone, quale ente gestore dell’Ambito, a percorrere ogni possibile strada che porti a un contributo regionale, cercando di cogliere, come ha fatto sinora, ogni opportunità di finanziamento per investimenti per la città».
Di fronte al problema degli spazi aggiuntivi anche per effetto dello scioglimento del Cisi, « «gli uffici tecnici del Comune hanno fatto una serie di verifiche atte a sopperire al crescente fabbisogno, in attesa della definizione sul trasferimento sia delle funzioni alle nuove province sia degli immobili ex-Cisi alla Regione-Asugi». Ma «l’impegno del Comune di Monfalcone, da concordare nell’Assemblea dei sindaci, anche in questo caso è di individuare la soluzione migliore e più idonea»,
Infine il chiarimento sul dirigente dei Servizi sociali: il segretario comunale Luca Stabile è stato nominato a pieno titolo e a tempo indeterminato anche dirigente dell’Ambito, con tutte le funzioni e le responsabilità che ne comporta.
«Ciò che è inaccettabile» chiosa la nota «è che si alimentino polemiche politiche strumentali sulle spalle dei soggetti e più bisognosi».
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