Sede di Isontina Ambiente, i sindacati “candidano” l’autoporto Sdag

«Perché non trasferiamo la sede operativa di Isontina Ambiente all’autoporto Sdag di Gorizia? Spazio ce n’è in abbondanza: camion più, camion meno, non credo ci sarebbero problemi. Ho formulato...
Di Francesco Fain
Bonaventura Monfalcone-31.07.2015 Mezzo Isontina Ambiente utilizzato per materiale profughi-Ronchi dei legionari-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-31.07.2015 Mezzo Isontina Ambiente utilizzato per materiale profughi-Ronchi dei legionari-foto di Katia Bonaventura

«Perché non trasferiamo la sede operativa di Isontina Ambiente all’autoporto Sdag di Gorizia? Spazio ce n’è in abbondanza: camion più, camion meno, non credo ci sarebbero problemi. Ho formulato questa proposta al sindaco Ettore Romoli e all’assessore Francesco Del Sordi: mi auguro che venga tenuta in debito conto. Non possiamo permettere un ulteriore impoverimento per Gorizia».

Sergio Cosma, ex assessore comunale nella prima giunta Romoli e attuale segretario della Fiadel individua una possibile via d’uscita.

È continuata, infatti, per tutta l’estate la battaglia del sindacato Fiadel-Igiene ambientale per bloccare il trasferimento in via Tambarin prima e in via Delle None poi, a Ronchi dei Legionari, della sede operativa di Isontina Ambiente che cura la pulizia della città. Il segretario provinciale della Fiadel Cosma e l’Rsa Paolo Bogar si sono incontrati con il sindaco Romoli e l’assessore Romano per fare il punto della situazione. Quindi, hanno chiesto (e ottenuto) la convocazione di un tavolo d’incontro fra tutti i sindacati, il presidente e il direttore di Isontina Ambiente e l’assessore Del Sordi nella sala Giunta del palazzo municipale.

Ed è stato in quell’occasione che Cosma ha caldeggiato la decisione di trovare in città, magari alla Sdag, un sito per trasferire la sede goriziana da via Gregorcic in un locale di proprietà del Comune o dell’azienda purchè «Gorizia non perda anche questa presenza di un ente di interesse provinciale e blocchi il relativo pendolarismo di circa 10/12 lavoratori». Poiché non si prospettavano novità di rilievo, la Fiadel con il suo segretario ha chiesto l’applicazione dell’articolo 34 del Ccnl. In questo modo l’azienda è stata “costretta” a convocare ufficialmente tutti i sindacati «per discutere l’argomento e rinviando di 90 giorni l’applicazione del trasferimento come previsto dal Contratto collettivo nazionale di lavoro per i trasferimenti plurimi dei lavoratori».

Sergio Cosma e la Fiadel sperano che in questo lasso di tempo la giunta comunale di Gorizia riesca a trovare il modo di non far perdere alla città la presenza storica dell’ente preposto alla pulizia cittadina che avrebbe come conseguenza anche il trasferimento quotidiano a Ronchi degli operatori goriziani dipendenti da Isontina Ambiente. «Ancora una volta - afferma Sergio Cosma - Gorizia verrebbe penalizzata quale città capoluogo della provincia isontina e pertanto la Fiadel attende che da parte politica ci si muova per bloccare un tale trasferimento».

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