SEGNALARE SUBITO I SINTOMI SOSPETTI

Poveri cani e gatti, dopo essere stati indicati (erroneamente! ) come possibili vettori del coronavirus, è notizia di poche ore fa che un gatto potrebbe aver trasmesso alla proprietaria il Lyssavirus (un rarissimo agente patogeno che è simile ma non appartiene al ceppo classico della rabbia ed è stato isolato una sola volta a livello mondiale in un pipistrello del Caucaso nel 2002; gli scienziati non trovarono evidenze scientifiche che il virus potesse infettare animali domestici e l’uomo).

Il gatto dopo essere deceduto è stato sottoposto alle indagini di rito nel caso di animali morsicatori, risultando poi infetto: la proprietaria con i suoi due figli ed il veterinario che aveva preso in cura il felino, pur non manifestando sintomi, e soltanto a titolo precauzionale, sono stati sottoposti a «profilassi post-esposizione». Nel caso di animali morsicatori i proprietari devono segnalare subito il manifestarsi di qualsiasi sintomo che possa far sospettare l’inizio di malattie, come il cambiamento d’indole, la tendenza a mordere, le manifestazioni di paralisi o impossibilità della deglutizione. Il gatto infettato aveva avuto un repentino cambio di carattere: era diventato inquieto e poi aggressivo. Il ministero della Salute ha comunque chiarito che non c’è alcun allarme. —

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