Selex salva Ronchi ma gli operai chiedono certezze

Confermata la mobilità solo per 13. I 220 lavoratori sollecitano il mantenimento della specializzazione produttiva
Di Luca Perrino
Altran-Bumbaca Finmek e Meteor Altran Meteor
Altran-Bumbaca Finmek e Meteor Altran Meteor

RONCHI DEI LEGIONARI. La riorganizzazione di Selex Es “salva” lo stabilimento di Ronchi dei Legionari. Ma i 220 dipendenti vogliono vederci chiaro sul futuro di quello che è uno dei siti considerati strategici dalla società di Finmeccanica, sorta lo scorso primo gennaio e che ha raggruppato più “anime” della Selex.

Così, nel corso dell’affollata assemblea di ieri, è stata ribadita la richiesta avanzata ai vertici dell’azienda di confermare la missione produttiva relativa alla progettazione e alla produzione di velivoli senza pilota e simulatori di volo. «Ai nostri vertici – ha detto Flavio De Crignis della Rsu – ribadiamo come Ronchi dei Legionari sia uno stabilimento con i conti perfettamente in ordine, un adeguato carico di lavoro e un corretto rapporto diretto e indiretto di produzione. Tutte queste sono certezze che ci consentono di guardare avanti con una buona dose di ottimismo e di rilanciare gli investimenti e la produzione».

Sempre nel corso dell’assemblea, a poche ore dall’incontro tenutosi a Roma con l’amministratore delegato, Fabrizio Giulianini, è stata anche data conferma dei numeri che riguardano la mobilità del personale impiegato nella sede di via Stoppani. Si tratta di 13 dipendenti, dei quali 11 impiegati e 2 operai e ciò a fronte di un piano che vede la società di Finmeccanica avviare una previsione di 3.179 esuberi su un totale di 17.500 dipendenti. Tra Italia e Gran Bretagna si prevede la chiusura di 28 stabilimenti, i quali, al posto degli attuali 64, saranno 36, tra i quali quello di Ronchi dei Legionari. Lo stabilimento di via Stoppani rientra all’interno della divisione “Air and space systems”, guidata da Norman Bone, e comprende le attività relative ai sensori aeroportati, i velivoli senza pilota, i sistemi di guerra elettronica, i sistemi integrati di missione, i sistemi di simulazione, aerobersagli, sensori stellari, paylaods ed equipaggiamenti. Esso appare strategico nel futuro della società, anche se, ancora una volta, i dipendenti chiedono certezze, una politica aggressiva per quanto riguarda il mercato e anche nuove assunzioni che possano permettere ai prodotti di Selex Es di decollare ulteriormente.

Entro il mese di aprile sono previsti nuovi incontri tra le organizzazioni sindacali e i vertici della società di Finmeccanica, in modo da chiarire la portata del ricorso ad altri strumenti di intervento e di supporto per la produzione effettuata in città. Produzione che trova larghissimo consenso specialmente all’estero. All’ultimo salone aeronautico di Farnborough in Inghilterra, Selex Es ha firmato contratti per commesse per 5 milioni di euro e nelle settimane successive la società di Finmeccanica ha acquisito ulteriori contratti, per un importo complessivo di 20 milioni di euro. «Su questa strada dobbiamo proseguire – ha concluso De Crignis – consci della potenzialità che ha questo nostro stabilimento. Un sito che per lo sviluppo economico del Friuli Venezia Giulia diventa fondamentale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo