“Sentinelle” armate al debutto in città La loro presenza? È quasi invisibile

“Discreto” l’esordio delle guardie giurate in supporto ai vigili segnalato sulle Rive un presunto ladro tra le auto in sosta



Le mani sono sul cinturone, dove trovano spazio la radio di servizio e la pistola d’ordinanza. Gli occhi guardano in giro. Addosso una polo blu. Sul retro la scritta “guardie giurate”. È iniziato ieri alle sette del mattino, lungo le Rive, e si è poi esteso a Barcola e Opicina fino alle 20, per concludersi infine dalle 20 a mezzanotte in piazza Libertà, il servizio di pattugliamento delle guardie giurate voluto dal Comune almeno fino a giugno prossimo.

Turisti e triestini non sembrano neanche notarli, però. Del resto la polo non attira troppo l’attenzione e dunque la prima giornata scorre piuttosto liscia. Il servizio, come è ormai noto, va ad affiancare - in regime di supporto e segnalazione - l’attività della Polizia locale. La novità consiste nel transito in determinate zone, per l’appunto, di una guardia giurata, o di due, e ciò è previsto in particolare in piazza Libertà. Tra le zone “calde” figurano Barcola, dal primo Topolino a piazzale Kennedy, e le Rive. La “mission” principale è segnalare situazioni o comportamenti anomali.

Nella giornata di ieri, ad esempio, è stata contattata la centrale della Polizia locale per la presenza di una persona sospetta che, incappucciata, sbirciava nelle macchine in sosta lungo le Rive. Un ladro, presumibilmente, che cercava qualche “occasione”.

I passanti - come detto - le guardano con discrezione, queste “sentinelle” armate nel loro giorno del debutto. Sempre che se ne accorgano. Ma a Barcola ci sono soprattutto alcuni giovani, tra cui dei minorenni, che restano un po’ perplessi. «Qua è tranquillo – racconta una ragazza di 16 anni, non troppo distante da un’amaca – e sinceramente non capisco a cosa servano tutti questi controlli, non siamo mica in zone pericolose». Per Marina, una habitué di Barcola, si tratta invece di «qualcosa di utile visto che spesso quando scendo in acqua ho paura che possano portarmi via i soldi». Le guardie giurate intanto passeggiano sotto il caldo asfissiante. Scrutano e controllano. Non possono rilasciare dichiarazioni. Sono dipendenti della cooperativa Sorveglianza diurna e notturna, e alla fine per loro è normale attività. Una giornata come tante. A dispiacerli, confidano, sono alcuni commenti letti sui social nei quali vengono criticati e attaccati: «Siamo persone normali. Siamo gli stessi che i cittadini incontrano quando entrano negli uffici pubblici o all’aeroporto per i controlli di sicurezza. Il fatto che siamo sulla strada non cambia nulla, anzi ci stiamo già pure quando arrivano le navi». E le “regole di ingaggio”? Chi fa la guardia giurata – che ufficialmente si chiama “guardia particolare giurata” – conferma che la pistola è solo a scopo difensivo e può essere estratta solo in casi estremi.

La giornata dell’esordio, alla fine, da quanto si è capito dai diretti interessati, è stata più che altro dedicata a capire come muoversi, quali possono essere le criticità zona per zona. A “calarsi nella parte”, insomma. Dal Comune è stato fatto sapere che è ancora presto per un report dettagliato sul debutto. La zona più “attenzionata” a livello di orari, ad ogni modo, dovrebbe restare quella delle Rive, dove peraltro prosegue la “battaglia” del vicesindaco Paolo Polidori contro i parcheggiatori abusivi. Qui le guardie avranno il compito di segnalare eventuali “presenze”, non potranno intervenire direttamente in prima persona se non in presenza di persone che chiedono soldi. Ed eventuali arresti? Questi, spiegano i diretti interessati, possono essere compiuti sulla base delle attuali leggi, ovvero in flagranza e per reati molto pesanti perseguibili d’ufficio come omicidi, violenze, estorsioni.—



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