Seppellita a Trieste l’autopsia sarà decisa tra quindici giorni

Il pm ha disposto una valutazione tecnica sulla necessità di procedere e far riesumare il corpo di Desanka Felician

/RONCHI

Quindici giorni di tempo per una valutazione preliminare sulla documentazione sanitaria esistente e ciò per decidere se ci sia la necessità e l’opportunità di procedere all’autopsia, previa riesumazione.

È questa la decisione assunta dal pubblico ministero del tribunale di Trieste, Matteo Tripani, sulla dolorosa ed intricata vicenda di Desanka Felician, l’ottantaseienne di Ronchi dei Legionari deceduta all’ospedale di Cattinara e sepolta all’insaputa della famiglia.

Ad occuparsi della valutazione sarà il professor Fulvio Costantinides, consulente tecnico d’ufficio nominato dallo stesso tribunale. L’ennesima istanza è stata prodotta dal legale della famiglia della donna ronchese scomparsa, l’avvocato udinese Gabriele Agrizzi, che si avvale della collaborazione del consulente medico Vincenzo De Leo.

«La decisione presa dal pubblico ministero è corretta – ha detto lo stesso Agrizzi – considerata la complessità del caso e le tante parti ancora oscure. Credo, però, che all’autopsia non si possa rinunciare, visto che solo con questo atto si potranno davvero conoscere le vere cause del decesso. Attendiamo questi quindici giorni fiduciosi e senza mai mollare su una vicenda che, per certi versi, ha dell’incredibile».

Una vicenda che si trascina ormai da tempo e sulla quale pende anche l’incognita di una sepoltura avvenuta al cimitero triestino all’insaputa dei figli di Desanka Felician. La donna, residente a Ronchi dei Legionari, dal 22 maggio al 27 giugno, giorno del suo decesso, era stata ricoverata più volte e per più tempo all’ospedale triestino di Cattinara. La donna, che ha due figli, era stata ricoverata per la prima volta a maggio e le sue condizioni nel corso del tempo si sono fatte sempre più serie. Ecco il motivo dei successivi ricoveri.

La famiglia ne voleva sapere di più, non poteva permettersi che la madre, via via, si stesse spegnendo senza saperne il perché ed ecco che, il 24 giugno, la figlia aveva presentato il primo esposto alle autorità ospedaliere per conoscere le cause dell’aggravamento della condizioni di salute dell’anziana donna. Che, come detto, pochi giorni era deceduta.

Il 25 luglio un secondo esposto, questa volta proprio per chiedere le cause del decesso. Ma dalla direzione sanitaria non era giunta alcuna risposta. Nulla che permettesse di ottenere chiarezza. Il tempo, intanto, scorreva inesorabilmente. E il 10 settembre scorso, era entrato in scena l’avvocato Agrizzi chiedendo la disposizione dell’autopsia.

Il corpo della donna, secondo le informazioni assunte, sembrava ancora composto in una cella mortuaria all’interno del nosocomio triestino. Solo nei giorni scorsi l’amara sorpresa. La salma di Desanka Felician era stata seppellita il 27 luglio. Non a Ronchi dei Legionari, dove gli uffici preposti non sono mai stati coinvolti, ma al campo 32 del cimitero di Sant’Anna, a Trieste. L’Asugi afferma di aver cercato inutilmente la famiglia. Una giustificazione che viene respinta fermanente dai due figli. «La famiglia della donna – sono le parole dell’avvocato Agrizzi – aveva fornito all’ospedale tutti i numeri di telefono e tutti i recapiti. Nel corso dei vari ricoveri era sempre stata vicina alla propria cara ed in più occasioni, come documentato, aveva chiesto lumi sulle condizioni di salute e sull’aggravarsi delle stesse. Il decesso, secondo il referto, sarebbe stato causato da choch setticemico, ma nessuno sa come e dove sia stata riportata l’infezione».—

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