Sequestrati 4 quintali di cozze a Rabuiese

Uscivano da un allevamento della zona. Il camion, sovraccarico, non entrava in galleria e così è stato fermato al confine

MUGGIA

Erano completamente prive di etichette le casse contenenti gli oltre quattro quintali di cozze che ieri sono stati sequestrati dal Nucleo Pesca della Capitaneria di porto di Trieste sul confine sloveno di Rabuiese. Il carico, si è scoperto in seguito, arrivava da un allevamento di mitili di Muggia ed era così voluminoso, oltre che pesante, che il camion frigorifero che le trasportava, per le dimensioni, non poteva nemmeno passare all’interno della piccola galleria di Muggia.

Per questo dal Lazzaretto il mezzo ha dovuto allungare il percorso, sconfinando in Slovenia per poi rientrare in Italia e attraversare il valico di Rabuiese, dove è avvenuta la “retata” durante i normali controlli sulla filiera che gli ispettori svolgono abitualmente. Sul valico questi ultimi hanno fermato e ispezionato il mezzo di trasporto con targa italiana, che non è stato sanzionato in quanto «il trasportatore fungeva solo da vettore mentre l’unico responsabile è in questo caso il concessionario», spiega il maresciallo Nicola Bavila, capo del nucleo. La sanzione amministrativa alquanto salata, pari a 1500 euro, è stata dunque comminata ai concessionari degli impianti di miticoltura da cui provenivano i molluschi. Questo perché è stata violata la normativa vigente in materia di tracciabilità dei prodotti ittici (art.58 del Regolamento ce 1224/2009 – decreto legislativo 4/2012). I 4250 chilogrammi di cozze non avevano in pratica nessuna delle etichette previste, che devono contenere tutti gli elementi informativi per la catena di vendita e, in ultimo, per il consumatore finale, elemento fondamentale per garantire la sicurezza alimentare. I mitili, allevati nel golfo di Trieste, sarebbero stati trasportati prima a Chioggia, «una piattaforma di smistamento», aggiunge il maresciallo Bavila. Una volta giunti in Veneto, parte poi delle cozze sarebbe stata trasportata fino alla Puglia. Resta rilevante infatti la richiesta di pescato che in questo periodo avanzano soprattutto le pescherie, visto che a causa del Covid in tutta la penisola i ristoranti sono aperti solo parzialmente o nelle zone rosse addirittura chiusi. Il quantitativo richiesto potrebbe poi aumentare con l’avvicinarsi del Natale e sarà quindi necessario sempre un maggior numero di controlli da parte delle Capitanerie di porto dell’intero paese. Le cozze ieri intanto sono state appunto sequestrate e saranno esaminate nella giornata di oggi dal servizio veterinario dell’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina (Asugi), che ne deciderà il rigetto in mare, se ancora vive o comunque utili per l’ecosistema, o la distruzione. O ancora il carico di mitili potrebbe essere dissequestrato per essere immesso nuovamente in commercio, se verrà determinata l’effettiva tracciabilità eseguita in concomitanza tra Asugi e la Capitaneria. —



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