Pesce privo di tracciabilità e scongelato due volte: sequestri e multe nei ristoranti della Bassa Friulana
Controlli della guardia costiera di Grado su cinque attività commerciali tra ristoranti e pescherie. Riscontrate irregolarità sulla tracciabilità e violazioni delle norme igienico-sanitarie

Calamari, mazzancolle e altri crostacei. Si parla di oltre 160 chilogrammi di prodotto ittico sequestrato nei ristoranti della Bassa Friulana. È il bilancio dei controlli sulla filiera della pesca condotti dalla guardia costiera dell'Ufficio Circondariale Marittimo di Grado, guidato dal tenente di vascello Paolo Rinaldo, con la supervisione della Capitaneria di Porto di Monfalcone.
L'ispezione ha riguardato cinque esercizi commerciali della zona, suddivisi tra locali di ristorazione e punti vendita di pesce al dettaglio. Se in alcune attività la documentazione e la gestione delle merci sono risultate in regola, in altre sono emerse gravi irregolarità amministrative e sanitarie.
Nello specifico, i militari hanno confiscato 27 chilogrammi di pesce privo delle certificazioni necessarie per dimostrarne l'origine e la tracciabilità. A questo si aggiunge il sequestro preventivo di altri 133 chilogrammi di crostacei, tra cui calamari e mazzancolle, per il mancato rispetto delle procedure interne di autocontrollo sanitario.
Tra le violazioni più critiche accertate dagli ispettori figura la pratica scorretta di scongelare il pescato per poi congelarlo una seconda volta, una procedura esplicitamente vietata dalle norme sanitarie per via dei potenziali rischi per la salute dei consumatori. L'intera partita di pesce sequestrata verrà inviata allo smaltimento, mentre ai titolari delle attività irregolari sono state elevate sanzioni pecuniarie per un totale di circa 3.000 euro.
Le verifiche lungo la filiera della pesca continueranno anche nei prossimi giorni. Le attività di controllo copriranno l'intero territorio di competenza di Circomare Grado, che si estende lungo il litorale fino al comune di Lignano Sabbiadoro.
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