Sertubi, tirocini e corsi per collocare i cassintegrati

Una strada per favorire il rientro nel mondo produttivo, da individuare attraverso «laboratori di orientamento al lavoro e altri percorsi formativi per i soggetti beneficiari di trattamento d’integraz...
Di Ugo Salvini

Una strada per favorire il rientro nel mondo produttivo, da individuare attraverso «laboratori di orientamento al lavoro e altri percorsi formativi per i soggetti beneficiari di trattamento d’integrazione salariale». Questo il cuore dell'accordo sottoscritto ieri dalla presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat, dall'assessore provinciale per il Lavoro Adele Pino, dalla Confindustria locale e dalla Jindal Sertubi e del quale sono destinatari 136 lavoratori di quest'azienda.

Al protocollo d’intesa, che ha l'obiettivo di favorire la ricollocazione dei cassaintegrati e dei lavoratori in mobilità della Jindal Sertubi, hanno aderito anche numerose agenzie per l'impiego della città e più precisamente Adecco, Obiettivo Lavoro, Umana e Manpower. «È finanziato ed è questa una delle novità più importanti - ha sottolineato il rappresentante della Confindustria alla firma, Paolo Battilana, direttore dell'organizzazione di piazza Casali - con le risorse presenti nel Fondo per la formazione a disposizione delle aziende». Sul fronte sindacale però ha fatto scalpore la mancata adesione all'accordo della Fiom. Mentre Failms, Fim-Cisl, Ugl, Uilm-Uil e le Rsu hanno sottoscritto il documento, la sigla della Cgil si è dichiarata contraria, attraverso le parole del suo segretario provinciale Stefano Borini. «L'azienda sta abbandonando un impianto produttivo, un capannone di 30mila metri quadrati, collocato a 50 metri al mare - ha evidenziato - che non può finire dimenticato. Un'azienda seria dovrebbe rispondere in termini occupazionali, per garantire chi oggi lavora e chi è fuori, assicurando possibilità di rientro. Per questo non possiamo sottoscrivere l'intesa». «Siamo grati alla Provincia - ha concluso - per l'impegno e la volontà di trovare soluzioni per i cassaintegrati e per coloro che sono in mobilità, ma se non si creano nuove opportunità di lavoro non si va avanti. Le aree dismesse inutilizzate non possono essere lasciate al loro destino». «Con questo protocollo - ha dichiarato Pino - la Provincia si assume il compito di svolgere colloqui di orientamento al lavoro e di stipulare patte di servizio e di azione individuale, al fine di definire le azioni utili alla ricollocazione. In sostanza si tratterà di tirocini formativi e corsi di formazione. L’amministrazione inoltre s’impegna a realizzare l’incontro domanda-offerta per favorire il reinserimento lavorativo». La Jindal allestirà laboratori di orientamento al lavoro e altri percorsi formativi. Bassa Poropat, Pino e Battilana si sono dichiarati concordi nel considerare questo accordo «un esperimento da ripetere auspicabilmente in tutte le situazioni simili, per favorire il rientro di chi viene espulso dal ciclo produttivo».

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