Serve la perizia sui decibel del cane «Colletta per racimolare i soldi»

Lite giudiziaria fra il padrone e la vicina di casa che si lamenta dell’abbaio dell’animale, già costretto ai “domiciliari” la notte. L’esame richiesto dal giudice costa 25mila kune, troppe per il proprietario

POLA. Continua a far parlare di sé Medo, il meticcio di tre anni cui il Tribunale ha imposto di non abbaiare di notte. Nell’ultima udienza per la nota vicenda del cane di Peroi, enclave ortodossa a tre chilometri da Fasana, il giudice ha nuovamente chiesto una perizia acustica per verificare se i decibel dell’abbaiare canino siano superiori o meno al limite della normale sopportabilità umana. E sarà un problema, poiché il costo della perizia commissionata a un istituto specializzato di Zagabria ammonta a 25mila kune, l’equivalente di 3.300 euro: una somma rilevante per le modeste possibilità materiali del padrone di Medo, Anton Simunovic. «Ma costi quel che costi - ha commentato Simunovic - non mi tiro indietro. Tenterò di racimolare il denaro chiedendo aiuto ad amici, parenti e alle persone di buona volontà». La perizia dovrà essere esibita alla prossima udienza, fissata per il prossimo febbraio.

In tribunale però non si è presentata la controparte, ossia la vicina di casa che ha sollevato il caso un anno fa denunciando il cane in tribunale poiché a suo dire l’abbaiare notturno le rovinava il sonno, provocandole disturbi psichici. La donna ha giustificato la propria assenza proprio con l'acutizzarsi dei disturbi. L'avvocato Ivan Milanovic - che in tribunale difende Medo, o meglio il suo proprietario - ha sostenuto davanti al giudice che la vicina di casa soffre di disturbi psichici da oltre vent’anni, per cui questi non possono essere attribuiti all'abbaiare del cane. «Poi» - ha aggiunto Milanovic - «andrebbe accertato anche se l'abbaiare sia stato provocato proprio dalla vicina».

Intanto Medo, che anche questa volta è finito sul telegiornale della sera di varie emittenti croate, deve continuare la sua Via Crucis, ossia sottostare agli “arresti domiciliari” disposti dal giudice il 20 ottobre scorso. O meglio, il proprietario deve rinchiuderlo in un luogo buio dalle 8 di sera alle 8 del mattino successivo in modo che non abbai - lo faceva alla vista di un gatto o di una persona sconosciuta -, pena la multa di 2.600 euro. «Ogni sera mi si spezza il cuore quando devo condurre Medo tra quattro mura», afferma Anton Simunovic, «l'animale soffre molto perché è abituato a stare in libertà nel nostro grande cortile. Soffre in particolare anche perché chiuso non può fare i bisogni, per cui quando al mattino apro la porticina schizza fuori come un fulmine per liberarsi. E il veterinario mi ha riferito che questo suo sopportare a lungo andare gli provocherà seri danni ai reni».

A Peroi intanto è sempre molto animata la discussione tra gli amanti dei cani e i difensori della quiete pubblica, e la vicenda è finita anche sui social media. Moltissimi animalisti hanno sposato la causa di Medo raggiungendo quota 50mila “mi piace” sulla pagina Facebook dedicata a questa vicenda. (p.r.)

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