«Serve un confronto su Porto vecchio È in ballo il futuro»

“Un’Altra Città” chiede il posticipo dei termini  sulla Valutazione ambientale strategica 
Foto BRUNI Trieste 05.09.2020 Conferenza " Un'altra città"
Foto BRUNI Trieste 05.09.2020 Conferenza " Un'altra città"

il dibattito



“Un’Altra Città” chiede tempo al Comune per una consultazione pubblica sui destini del Porto vecchio dopo i difficili mesi del lockdown. Ieri in una conferenza stampa all’aperto fuori dal Teatro Miela la rete civica ha voluto mettere l’accento sulla Vas, la Valutazione ambientale strategica relativa alla variante del Piano regolatore, i cui termini di discussione scadono tra pochi giorni. «Ci sarebbe bisogno – ha esordito Roberto Dambrosi – di un confronto a livello almeno nazionale, per vedere quanto fatto in luoghi simili al nostro». Le osservazioni mosse da “Un’Altra Città” sono state accolte come «pesanti critiche dal sindaco Roberto Dipiazza – ancora Dambrosi – ma noi abbiamo cercato il confronto. Il Porto vecchio è un’area speciale, che può essere considerata un “incubatore” per la città che verrà». È questa la premessa alla base di ogni idea della rete: il Porto vecchio non si può consegnare a nuove residenze o a soluzioni stravaganti. «Anche la strada aperta all’interno – conclude l’architetto – è frutto di una decisione orfana di visione d’insieme dal punto di vista urbanistico». La richiesta di tempi più lunghi per la consultazione pubblica riguarda sia il Porto vecchio sia l’idea della città di domani in senso lato. «Abbiamo un accordo di programma – così William Starc – utile per fare opere in variazione agli strumenti urbanistici. Chiediamo un mese, più o meno, di tempo per permettere ai triestini di presentare alcune riflessioni: c’è necessità di legittimare anche un discorso di edilizia energetica». Dal 2000 a oggi le varie amministrazioni non sono riuscite ad apportare innovazioni nei piani, «ma adesso la giunta Dipiazza – la chiosa di Starc – guarda al Porto vecchio come a una lottizzazione. Da sbocco dell’impero asburgico alla scomparsa, oggi, di un progetto dal punto di vista europeo: Trieste perde abitanti e si pensa a 100 mila cubi di nuove costruzioni».

La fretta, per “Un’Altra Città”, rischia di essere cattiva consigliera. «I binari dell’area sono essenziali per la mobilità come in molte città all’estero. Dobbiamo lavorare per le prossime generazioni, così com’è accaduto nella vicenda dell’Autorità portuale». «Idee nuove senza alcuna svendita sono più importanti – ha dichiarato Riccardo Laterza – rispetto a un investitore russo che giunge con la valigetta davanti all’uscio del Comune. Miglioriamo il rapporto tra spazi privati e pubblici e puntiamo a sviluppo e lavoro di qualità: il Porto vecchio può essere un laboratorio per Trieste sia per mobilità e rioni sia per eventi in strutture leggere e usi temporanei svincolati dalle lunghe attese necessarie quando si tratta di restaurare edifici».—



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