Servizio taglia code al Pronto soccorso dedicato ai pazienti con minore gravità

MONFALCONE. Partirà il primo agosto al Pronto soccorso del San Polo l’ambulatorio Rau (Rapid Assest Unit) dedicato alla presa in carico dei pazienti corrispondenti ai codici bianchi e verdi. La ratio è quella di separare la gestione degli accessi a minor impegno da quelli di maggiore importanza, ossia i codici gialli e rossi, al fine di ridurre i tempi di attesa ed il fenomeno dell’affollamento potendo gestire in modo più appropriato le diverse situazioni. L’ambulatorio Rau rappresenterà anche una sorta di “osservatorio” per verificare la tipologia delle richieste che potrebbero anche essere trattate a livello territoriale.
Il progetto è stato presentato ieri all’auditorium dell’ospedale dal commissario straordinario Antonio Poggiana, assieme al vicegovernatore e assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, e al sindaco Anna Maria Cisint. All’incontro ha partecipato, tra gli altri, il direttore del Dipartimento di Emergenza unico di Monfalcone e Gorizia, Alfredo Barillari.
L’ambulatorio è stato predisposto e attrezzato in un locale attiguo alla sala d’attesa del Pronto soccorso, in prossimità del triage che si occupa della definizione dei codici di accesso. Alla Rau opereranno un medico e un infermiere, figure professionali suppletive rispetto all’organico del Ps. L’attività verrà affidata per il mese di agosto alla Croce Verde di Mestre, società cooperativa onlus, in attesa delle assunzioni dirette da parte dell’Azienda sanitaria. L’ambulatorio sarà attivo dalle 8 alle 20, da lunedì a domenica.
Tutto fa capo al triage, dove gli utenti verranno “selezionati” in base ai codici alla Rau o al Ps. Dopo sei mesi dall’attivazione dell’ambulatorio saranno analizzati gli esiti, al fine di verificare l’utilità del servizio. La nuova Unità si affianca ai cosiddetti “percorsi brevi” già attivati per la riduzione dei tempi d’attesa. Quello di Monfalcone è il primo ambulatorio Rau ad essere avviato in regione, il prossimo a partire sarà al Cattinara, il tempo di completare i lavori di adeguamento dei locali dedicati, per poi estendersi a tutti gli ospedali. Un passo iniziale proiettato verso un altro traguardo. L’obiettivo al quale si punta è il trasferimento di questo servizio alla rete territoriale.
Riccardi ha parlato di un’«operazione ponte», poiché la risposta finale è distrettuale. In altre parole, «prima si separano i codici in Pronto soccorso, per poi arrivare a separare i percorsi territoriali rispetto all’ospedale».
Poggiana ha evidenziato le proporzioni tra le tipologie dei flussi di ingresso al Pronto soccorso: «A fronte di un Servizio che conta 38 mila accessi l’anno, in costante aumento, l’80-85% è appannaggio dei codici bianchi e verdi. L’ambulatorio – ha aggiunto – è una Unità funzionale che permetterà di distinguere i pazienti in entrata, inviati verso i due percorsi distinti. Lo scopo è quello di concentrare l’attività specialistica per i casi più importanti e dare risposte rapide ai pazienti meno gravi. Il triage di ingresso fornisce indicazioni precise per stabilire i codici e quindi la relativa presa in carico degli utenti».
Il vicegovernatore ha contestualizzato la situazione per indicare la linea di indirizzo: «Assistiamo a percorsi sbagliati e il problema sta nel sistema che s’è consolidato nel tempo. Al Pronto soccorso almeno la metà dell’85 per cento dei codici bianchi e verdi potrebbe trovare risposte in altre strutture».
«Con questo nuovo servizio – ha aggiunto Riccardi – organizziamo un sistema in modo da separare le domande rispetto ai bisogni delle persone. È un’operazione ponte perché è una risposta che nel tempo dovrà essere data dalla rete distrettuale distribuita sul territorio che stiamo organizzando con la riforma sanitaria. È sul territorio che ci giochiamo la partita finale».—
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