Sesso e coca, triestino vendeva la moglie sul web

Troppi pochi clienti nel suo letto, non guadagnava abbastanza. Così l’ha minacciata, l’ha picchiata e infine l’ha sbattuta a calci giù per le scale. Ma la vittima di questa vicenda dell’orrore ha reagito. Ha chiesto aiuto chiamando la Polizia.
In carcere è finito Wilfrido Lara Ramon, 36 anni, cittadino domenicano, marito della donna, in Italia da un paio d’anni. È accusato di sfruttamento della prostituzione oltre che di minacce. Ma anche di detenzione di cocaina ai fini di spaccio. Gli agenti della Squadra volante hanno trovato nella casa un involucro di cellophane contenente 65 grammi di polvere bianca. Coca che, secondo la Polizia, l’uomo cedeva ia clienti come servizio optional per gli incontri di sesso con la moglie oppure un’altra ragazza rimasta al momento ignota agli investigatori.
Ieri mattina, assistito d’ufficio dall’avvocato Elisabetta Burla, Wilfrido Lara Ramon è stato interrogato dal gip Luigi Dainotti e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice ha accolto le richieste del pm Frezza e ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Lei, la vittima di questa vicenda di soprusi e violenze, non ce la faceva più a sopportare tutto questo schifo. E sabato pomeriggio nella casa di via Madonnina 35, quando l’uomo l’ha affrontata dicendole «Basta che telefono a Santo Domingo e mando a bruciare la tua casa con dentro tua madre e tua figlia», ha reagito.
Ha detto: «No basta». E così in breve il marito-padrone è passato alle vie di fatto. Botte sempre più violente. E poi anche calci fin sul pianerottolo spingendo la donna (che secondo lui non guadagnava abbastanza) e poi facendola rotolare giù per le scale.
Dai primi accertamenti dei poliziotti è emerso che Wilfrido Lara Ramon aveva anche pubblicizzato le prestazioni sessuali della moglie inserendo le offerte in vari siti Internet. Dalla donna si faceva consegnare metà del ricavato. Negli ultimi tempi poi - come hanno accertato gli investigatori - aveva “assunto” in quella che chiamava «la mia scuderia» anche un’altra ragazza, sempre di origine dominicana. Segno che gli affari (o meglio gli incontri a base di sesso e droga) nell’appartamento di via Madonnina andavano bene. Ma, evidentemente, non abbastanza. Perchè l’oggetto del litigio che poi ha innescato l’aggressione era stato proprio quello dei guadagni, ritenuti troppo bassi.
Nel corso della perquisizione gli agenti hanno sequestrato 5 confezioni di cocaina, come detto, del peso di 65 grammi. A trovare la polvere bianca è stato il cane della Guardia di finanza “prestato” per la circostanza ai poliziotti.
La droga era stata nascosta in un cassetto del comodino della camera degli incontri a pagamento e anche in una cavità del muro del balcone. La donna ha raccontato agli investigatori che uno dei motivi di contrasto col marito, oltre all’attività di sfruttamento della prostituzione sua e anche dell’altra ragazza, era costituito proprio dalla detenzione in casa della coca che Wilfrido Lara Ramon aveva appunto destinato ai clienti. Proprio per “scaldare” gli incontri.
Non solo. Gli investigatori hanno scoperto che nel dicembre dello scorso anno la donna aveva anche denunciato il marito. Poi era scappata. Ma, da quanto saputo, l’uomo era riuscito a raggiungerla per riportarla, con le buone o con le cattive, nell’appartamento di via Madonnina. Secondo il gip Luigi Dainotti, che come detto ha accolto le richieste del pm Federico Frezza, le azioni commesse dal dominicano (che risulta incensurato) sono estremamente gravi. Da qui la decisione di disporre la detenzione dell’uomo in carcere.
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