Settanta vigili urbani avranno la pistola

A fine turno andrà lasciata nel deposito del reparto. Dipiazza: resto contrario ma non potevo fare altro
Tra qualche mese settanta vigili urbani di Trieste avranno la pistola. Gireranno armati non solo quelli dei servizi notturni, ma anche coloro che compongono le pattuglie che perlustrano la città di giorno, in macchina e in moto. La decisione, definita obbligata, è stata presa ieri in Prefettura nel corso di un incontro al quale hanno partecipato il sindaco Roberto Dipiazza e i capigruppo della maggioranza in Consiglio comunale: Piero Camber (Fi), Angela Brandi (An), Roberto Sasco (Udc), Angelo Pierini (Lista Dipiazza) e Salvatore Porro (Gruppo misto).


Appena due mesi fa, o poco più, Dipiazza, da sempre dichiaratosi contrario alle pistole, aveva declamato: «Non militarizzerò i miei vigili». Ieri, confermando che le armi saranno presto distribuite, si è difeso: «Cosa devo fare? Il Prefetto mi invita a mandare la polizia municipale in strada di notte perché poliziotti e carabinieri non possono restare bloccati per rilevare tamponamenti, e la legge mi obbliga ad armare i vigili in turno notturno: il risultato è che avranno le pistole anche se io resto contrario all’armamento e non parteciperò alla seduta del Consiglio comunale che voterà il documento».


Un voto già scontato, dal momento che tutti i gruppi di maggioranza, com’è apparso ieri in Prefettura, o sono da sempre sostenitori o comunque si sono piegati all’esigenza di armare la polizia muncipale. Il blitz di ieri, per nulla annunciato, è stato comunque stigmatizzato da Fabio Omero, capogruppo del Pd in Comune. «Sulla pistola alla polizia municipale - afferma - c’era l’accordo di tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione che sarebbe stato il Consiglio comunale a decidere. Ora però si apprende che Dipiazza e i capigruppo di maggioranza sono stati ricevuti dal Prefetto proprio per definire le modalità per armare la polizia municipale. Una mossa inaccettabile perché sindaco e maggioranza sviliscono così il confronto in Consiglio comunale e soprattutto non rispettano i patti, rimangiandosi la parola data». Omero richiama oltre alle prese di posizione contrarie alla pistola, più volte ribadite dallo stesso sindaco, anche il fatto che i vigili stessi si erano pronunciati in questo senso nel referendum interno promosso dalla Cisl.


L’incontro di ieri al Palazzo del Governo è stato coordinato dal prefetto Giovanni Balsamo e vi hanno partecipato anche il questore Francesco Zonno, i comandanti dei carabinieri e della Guardia di Finanza, lo stesso comandante della polizia municipale, Sergio Abbate. Secondo Dipiazza l’obbligo dell’armamento per il servizio notturno discende da precedenti leggi nazionali. Piero Camber ha invece fatto riferimento alla legge regionale numero 9 del 29 aprile scorso che riguarda le politiche sulla sicurezza e l’ordinamento delle polizie locali. «È questa legge - afferma - che obbliga ad armare i vigili in servizio notturno, ma anche quelli di pronto intervento. Siccome qui non esiste un reparto di pronto intervento - sostiene - vanno intese in questo senso le pattuglie in macchina e in moto».


Fulvio Sluga, ex assessore e sindacalista dell’Ugl ne dà un’interpretazione più estensiva: «Dovrebbero essere armati i poliziotti municipali impegnati in servizi di vigilanza e in questi rientrano anche le pattuglie appiedate, i vigili impegnati a fare le multe, i vigili che in misura sempre maggiore vengono uilizzati dalle Procure per svolgere indagini. Nel corso del 2008 - sottolinea Sluga - la polizia municipale di Trieste ha fatto ben un’ottantina di arresti e stroncato attività di spaccio di stupefacenti e altri fatti criminosi. Rispetto alle altre polizie, la limitazione è solo territoriale perché deve limitarsi ai confini del comune». Ieri molta parte del dibattito si è concentrata sull’alternativa: arma di reparto o arma individuale? Ne è uscito un compromesso: arma di reparto a uso individuale.


I vigili cioè avranno una pistola personale, ma non potranno portarla a casa. In questa decisione hanno giocato anche alcuni fatti recenti di cronaca con guardie giurate che a casa hanno usato la pistola con esiti tragici nei confronti di propri familiari. Ora dunque sarà realizzata un’armeria all’interno di una delle strutture attualmente occupate dalla polizia municipale, in attesa di creare quella definitiva all’interno del quartier generale della polizia municipale in fase di costruzione in via Revoltella. Vi saranno settanta cassette di sicurezza con settanta pistole all’interno. Ogni vigile avrà la chiave della propria cassetta e il comandante avrà un passepartout per poter controllare che l’arma venga regolarmente riposta alla fine del turno di lavoro.


I vigili armati saranno da subito oltre la metà di quelli che operano in strada (esclusi gli addetti ai controlli commerciali, edilizi, ecc): 70 su 120, anche se il Corpo della polizia municipale è composto complessivamente da 270 dipendenti. Saranno sottoposti a test psicofisici e attitudinali e poi seguiranno corsi di addestramento nel poligono della scuola della polizia di San Giovanni. Si ritiene di poter reclutare i primi 70 vigili armati su base volontaria anche perché è prevista un’”indennità-arma” in denaro. È prevedibile che i nuovi servizi armati possanno partire nel giro di pochi mesi.
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