Sì al Punto nascita di confine La sede? Ancora da definire

L’Ass spinge per la chiusura del reparto di Gorizia con le future mamme indirizzate a Sempeter. Romoli vuole la «coesistenza» delle due strutture
Di Francesco Fain
Bumbaca Gorizia Ostetricia, sala dei Tulipani
Bumbaca Gorizia Ostetricia, sala dei Tulipani

Perfetta convergenza di vedute sul percorso. Divisioni sull’esito.

Sino a ieri era netta la differenza di valutazioni fra l’Azienda sanitaria isontina e il Comune di Gorizia sul Punto nascita transfrontaliero. Secondo l’Ass le future mamme goriziane dovranno servirsi del reparto dell’ospedale di Sempeter-Vrtojba perché il destino del Punto nascita di Gorizia sarà la chiusura: prospettiva che il sindaco Romoli non ha mai gradito, parlando sempre della necessità di prevedere la coesistenza dei due reparti.

Prime convergenze

fra Ass e Comune

La firma dell’accordo di collaborazione tra Informest e l’Azienda sanitaria, avvenuta ieri mattina, è stata l’occasione per vedere di fronte Romoli e il direttore generale dell’Ass Marco Bertoli. Incalzati dai cronisti, i due hanno evidenziato una volta di più le loro differenze di vedute anche se qualche (timida) convergenza si è registrata. Ad esempio, Bertoli ha sottolineato che il reparto del San Giovanni di Dio potrebbe continuare ad operare limitatamente al parto in acqua, vista la grande esperienza e il livello qualitativo raggiunto: per il resto, tutta l’attività sarebbe demandata al materno-infantile d’oltreconfine. «Mi auguro che si possano effettuare anche altri parti», ha fatto maliziosamente eco Romoli. Insomma, Ass e Comune uniti nel mettere in piedi il reparto transfrontaliero. Un po’ meno uniti nel determinare quale dovrà essere la sede di questo primo frutto della collaborazione fra i due Stati. «Alla fine del percorso vedremo qual è la soluzione migliore - le parole di Romoli -. Non ho mai inteso questo progetto alla stregua di un appalto di un servizio importante come il Punto nascita alla Slovenia. Ci deve essere una collaborazione reciproca». Di non secondaria importanza l’aspetto relativo ai fondi: in ogni caso, serviranno finanziamenti «ed è proprio questo il lavoro che stiamo facendo attraverso il Gect», le parole della dirigente di Informest Sandra Sodini che ha illustrato tecnicamente i termini dell’accordo di collaborazione.

La firma

della convenzione

Alla firma della convenzione erano presenti Silvia Acerbi, presidente di Informest (che si è trattenuta per poco visto un concomitante impegno); Marco Bertoli, direttore generale dell’Ass isontina e Ettore Romoli, sindaco di Gorizia. Con la firma della convenzione si inaugura una nuova fase fortemente operativa del Gect-Go. Il Gruppo europeo di cooperazione territoriale si confronta con un tema chiave di ogni comunità: il diritto alla salute e all’inclusione sociale di tutti i cittadini. «La convenzione - è stato spiegato ieri mattina - è il risultato del concreto e vivace impegno della Ass isontina, in collaborazione con Informest, ha presentato al comitato Salute del Gect una prima proposta operativa sul percorso nascita da realizzarsi in termini transfrontalieri e territoriali vasti. La convenzione permetterà l’identificazione di fonti di finanziamento europee per azioni realizzabili in un’area che vanta un diffuso e ottimo livello in campo sociosanitario. Mettere in rete le proprio risorse è un’opportunità che l’Europa offre per contrastare la crisi economica aumentando le possibilità di sviluppo e di valorizzazione del territorio isontino». Informest e l’Ass si sosterranno reciprocamente in azioni comuni che mettono al centro l’Europa e l’attrazione di fondi comunitari: dall’identificazione di specifici settori di intervento, al coinvolgimento nell’attuazione delle linee di indirizzo della programmazione 2014-2020, dalla ricerca di partner competitivi sul territorio all’attuazione di progetti in temi strategici quali il sistema sociosanitario transfrontaliero, invecchiamento attivo, inclusione sociale, disabilità e valorizzazione del capitale umano e professionale.

La ricchezza

del percorso nascita

Più nello specifico del percorso nascita è entrata Chiara Strutti, la quale ha evidenziato la ricchezza della nostra provincia costituita dal parto in acqua e dalle presenza di consultori. «Una ricchezza che non è mai stata abbastanza pubblicizzata», le sue parole.

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