«Sì alla Provincia no al duopolio di Trieste e Udine»
L’INTErVENTO
Rossella Dosso e Luca Scisci sono due giovani consiglieri comunali a Capriva del Friuli in una lista di ispirazione di centrodestra. Assieme a Kevin Cucit e Martin Novakk hanno scritto una lettera aperta ai goriziani. Che è una sorta di esortazione al coraggio, a darsi da fare, ad autodeterminare il proprio futuro.
«Siamo - esordiscono - giovani goriziani che si rivolgono, attraverso questa lettera aperta, a tutte le forze politiche dell’ex provincia, e quelle del centrodestra in particolare, allo scopo di suscitare una convinta azione per rivendicare il diritto all’autodeterminazione del proprio futuro, delle proprie risorse, delle proprie istituzioni di un territorio che, per caratteristiche identitarie, storia e cultura non è secondo, in regione, a nessun altro capoluogo provinciale. Riteniamo che Gorizia debba essere ripensata nelle sue vocazioni, nei suoi ruoli, nella sua capacità di ridiventare capoluogo di un’area vasta, ancorché più vasta del suo attuale perimetro territoriale, magari ricomprendendo Aquileia e il Cervignanese, storicamente legato alla nostra provincia».
I giovani sottolineano con forza che «non si tratta di storiche revanche, di pianti greci, tanto meno di quei risentimenti secolari sui quali la nostra città ha consumato risorse ed energie. Si tratta, semmai, di reinventare un futuro possibile, in un momento buio della storia della città (e della provincia sua) in cui le sono sottratte ingenerosamente prerogative e risorse. La nostra è una città complessa il cui ruolo dovrebbe essere quello di tenere insieme la regione, contrastando il duopolio Udine/Trieste. Per questo, qualsiasi ragionamento su Gorizia futura presuppone il ripristino della sua Provincia: il che significa anche il riconoscimento da parte della Regione e dello Stato del suo ruolo di capoluogo di provincia o di Contea che dir si voglia, che consideriamo una necessaria premessa a qualsiasi ipotesi di sviluppo».
Continuano Cucit, Dosso, Novakk e Scisci: «Dopo essere stata demolita dalla sinistra a seguito della riforma Serracchiani-Panontin, oggi la ricostruzione della provincia isontina (noi speriamo elettiva) è minacciata da forze interne al centrodestra regionale che ipotizzano una Regione strutturata su tre vertici: Trieste, Udine e Pordenone, scordando che proprio Gorizia, con la sua storia complessa ha determinato l’autonomia della Regione. Quella per la Provincia è anche una battaglia culturale e si porta appresso la volontà irrevocabile di dare soluzione ad alcuni problemi quali: una ridiscussione concreta e senza infingimenti del ruolo dell’ospedale goriziano, una riflessione sulla sinergia che deve legare le istituzioni operanti a Gorizia la restituzione del patrimonio degli ex Musei provinciali alla gestione del Comune di Gorizia, un’altrettanto seria e sinergica pianificazione dei tesori dell’ex provincia, tra i quali vanno inserite le potenzialità del turismo enogastronomico, relazionandole anche a quelle, eccelse, presenti in campo culturale». —
Fra.Fa.
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