«Si celebrino i matrimoni sul mosaico»
«Far celebrare finalmente i matrimoni in piazza Transalpina sarebbe un bel modo di chiudere il mandato». È un messaggio nemmeno troppo velato ed indiretto al sindaco Romoli e alla sua giunta, quello che invia il consigliere comunale Livio Bianchini. A suo dire, tra le tante azioni da intraprendere per valorizzare davvero uno dei luoghi-simbolo della città sarebbe quella di renderla location per i matrimoni civili. «È una cosa che sostengo da tempo, così come nel corso degli anni più volte ho presentato interrogazioni e interpellanze in proposito durante le sedute del Consiglio comunale ma nessuno finora ha voluto darmi retta. Quando ho avuto modo di confrontarmi con il segretario comunale e con la dirigente Olivo, mi è stato detto che dal Comune è partita una lettera a Roma, per ottenere tutte le indicazioni e autorizzazioni del caso, ma anche che i tempi della burocrazia sono lunghi. Intanto, però, in molte altre città celebrano i matrimoni un po' ovunque, mentre qui non si può». In effetti secondo Bianchini sarebbe sufficiente un unico requisito, per poter ascoltare finalmente un “fatidico sì” in piazza Transalpina: la volontà. «Sarebbe sufficiente una delibera di giunta che sancisca che in occasione della celebrazione di matrimoni piazza della Transalpina sia considerabile come Casa Comunale», dice Livio Bianchini. Il quale, poi, specifica che i matrimoni nella piazza condivisa da Gorizia e Nova Gorica non avrebbero solo un fortissimo valore simbolico, ma anche una possibile valenza turistica ed economica. «Pensiamo a due giovani anche di fuori regione, che leggono su un giornale o sul web che a Gorizia si celebrano le nozze nella piazza simbolo della nuova Europa - dice il consigliere di Sel -. Magari potrebbero decidere di vivere il loro giorno più importante nella nostra città, portando con loro amici e parenti». (m.b.)
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