Si finge ferito nella zuffa con il collega: denunciato

Lite tra due dipendenti comunali durante il servizio di lavoro. L’aggredito a casa per infortunio viene smascherato: le lesioni se le sarebbe procurate altrove
Di Laura Blasich
Bonaventura Monfalcone-05.01.2017 Conferenza stampa-Sindaco Cisint-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-05.01.2017 Conferenza stampa-Sindaco Cisint-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura

La lite con un collega rischia di avere conseguenze più pesanti del previsto per un dipendente del Comune di Monfalcone, anche se era stato lui ad avere la peggio nello “scontro”, secondo la ricostruzione dell’assessore ai Servizi interni Paolo Venni. «Spintonato, era finito a terra e quindi era ricorso alle cure del Pronto soccorso - riferisce Venni -, rimanendo poi a casa in infortunio». Il collega “aggressore”, nei confronti del quale era con tutta probabilità scattata una denuncia, non c’è però stato, ingaggiando un investigatore privato per verificare che le lesioni dichiarate fossero effettivamente conseguenza della lite e della caduta. «Non lo so se avesse qualche dubbio di partenza, ma fatto sta che il lavoro dell’investigatore ha permesso, da quanto ne sappiamo, di scoprire che il dipendente in infortunio praticava sport in qualche modo “estremi” - spiega l’assessore - e, quindi, le lesioni non erano riconducibili allo scontro avuto tra i due».

Il dipendente incolpato dell’infortunio per aver spinto il collega si è quindi mosso per ottenere giustizia. Come ha fatto, secondo quanto risulta al Comune, l’Inail, che potrebbe avere subito una truffa nel caso in cui sia accertato che le lesioni non siano riconducibili a quanto avvenuto nel luogo di lavoro. Il Pm della Procura di Gorizia ha in ogni caso depositato lo scorso 12 novembre la richiesta di rinvio a giudizio del comunale “infortunato” e il Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Gorizia ha quindi comunicato, con avviso del 16 novembre, al Comune di Monfalcone la fissazione dell’udienza preliminare per il 28 febbraio. Nella comunicazione inviata dall’Ufficio del Gip, il Comune è stato poi informato, quale persona offesa, di aver diritto di comparire all’udienza alla quale può inoltre costituirsi, per il tramite di un legale, quale parte civile. La costituzione quale parte civile per il Comune è finalizzata a richiedere il risarcimento del danno per il disservizio e per l’immagine qualora il dipendente venisse ritenuto colpevole. Su indicazione del segretario generale Francesca Finco e in considerazione della relazione, secretata, in possesso all’amministrazione, la giunta ha deciso che il Comune si costituirà parte civile nell’ambito dell’eventuale processo penale a carico del proprio dipendente. Il sindaco Anna Cisint è stata quindi autorizzata a stare in giudizio per conto del Comune e in questi giorni l’amministrazione provvederà a nominare il legale che lo rappresenterà a partire dall’udienza del 28 febbraio.

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