«Si ricordino in città le madri costituenti»

Un gruppo di consiglieri chiede a sindaco e giunta  l’intitolazione di una via o piazza La replica: «Iniziativa di valore ma ad oggi non è possibile»
Lasorte Trieste 08/01/17 - Piazza Unità, Municipio
Lasorte Trieste 08/01/17 - Piazza Unità, Municipio



Intitolare un luogo pubblico a Trieste alle 21 madri costituenti quale segno di riconoscenza del lavoro svolto in occasione della scrittura della Costituzione repubblicana. È la richiesta rivolta a sindaco e giunta da un gruppo di consiglieri comunali, attraverso una mozione, presentata ieri, che però, almeno per il momento, non sembra di facile attuazione.

«L’invito a proporre l’intitolazione è arrivato dall’Anci in tutta Italia – ha spiegato Fabiana Martini del Pd, tra le sostenitrici del progetto –, è una domanda semplice, che parte anche dalla constatazione che nella toponomastica, come in altri settori, le donne sono quasi invisibili. A Trieste – ha ricordato – su 1306 strade solo 39 sono dedicate, appunto, a donne. Il senso di questa mozione è quello di omaggiare il contributo fornito all’elaborazione della carta costituzionale e quindi a tutto il processo democratico». A frenare gli entusiasmi l’assessore con delega alla Toponomastica, Michele Lobianco: «Non c’è via, piazza o spazio che al momento sia libero e ho una lunga lista di proposte per intitolazioni, presupposti che, almeno in questo mandato, rendono impossibile pensare all’accoglimento di questa idea per qualche via cittadina. Però – ha sottolineato – è una richiesta che ha un suo valore. Suggerisco di pensare ad esempio a una serie di eventi, che vedano magari come momento finale il 2 giugno, per valorizzare l’indubbio lavoro realizzato da queste donne. Inoltre – ha aggiunto – se si punta comunque su un’intitolazione, propongo di pensare magari a una sala, ad esempio all’interno del Palazzo del Governo, probabilmente di più facile realizzazione».

Impossibile trovare spazi liberi anche in punti al momento interessati da interventi di riqualificazione, come il Porto vecchio, una soluzione proposta da Paolo Menis del M5s. «Le aree in via di trasformazione – ha precisato Lobianco – possono prevedere intitolazioni, ma non credo sia qualcosa di fattibile in questo momento». La mozione sarà discussa in aula, probabilmente dopo l’estate. —



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