«Sì, rigeneriamo Porto Vecchio»

Al fianco di Cosolini e Antonione. Mentre prosegue la raccolta firme

«Investire in Porto Vecchio per il potenziamento di un’attività portuale moderna non ha nessun senso: è un fatto suffragato da tutti i dati, dal parere degli esperti, e dall’evidenza di una realtà fatiscente. Ciò che invece serve allo scalo di Trieste è potenziare l’area del Porto Nuovo». Lo afferma Debora Serracchiani, candidata presidente della Regione, comunicando nel contempo la sua adesione all’appello lanciato sabato scorso dal sindaco Roberto Cosolini assieme a Roberto Antonione. «La comunità politica di questo territorio deve porsi degli obiettivi chiari per Porto Vecchio - prosegue Serracchiani -, e deve perseguirli nel massimo spirito unitario. Dopo anni di immobilismo, si apre finalmente la possibilità di progettare in quell’area investimenti di rigenerazione urbanistica, non certo per un’odiosa operazione di mera speculazione. Un investimento con valenza collettiva è peraltro già contemplato dal nuovo Piano regolatore portuale, da troppo temo in attesa in approvazione definitiva. Ci sono tutte le condizioni per puntare a fare di Porto Vecchio una parte della città. E se questa è la volontà che esprimono gli enti locali, dal Comune, alla Provincia, alla Regione di domani, bisognerà lavorare perché ogni eventuale ostacolo o vincolo di natura legale o normativa venga superato con il consenso di tutti, a cominciare dallo spostamento del punto franco dove può essere davvero utile allo sviluppo dei traffici». Intanto continua la raccolta firme per sottoscrivere la lettera sul futuro del Porto Vecchio indirizzata ai candidati alla presidenza della Regione: i cittadini possono presentarsi anche oggi dalle 17 alle 19 al caffè del Teatro Verdi.

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