Si rinnova la tradizione della preghiera per invocare la pioggia
Ai giorni nostri, per gli agricoltori locali, fatica a parte, sembra quasi un gioco da ragazzi, salvaguardare il raccolto minacciato dalla siccità. Basta dotarsi di un impianto di irrigazione e collegarsi alla rete consortile che copre le esigenze del territorio, innaffiare le culture e lasciare maturare i prodotti. Non erano così fortunati gli agricoltori di un tempo, che alla siccità potevano opporsi solamente unendo le mani, alzare gli occhi al cielo e pregare il Padreterno, affinché mandasse loro un po’ di pioggia ed evitare così la carestia.
Una pratica molto diffusa e assai lontana nel tempo, di origine pagana, poi raccolta dal Cristianesimo, quella di pregare per la pioggia. Un rito propiziatorio che verrà rievocato anche quest’anno a Romans d’Isonzo, a cura del Circolo “Mario Fain”, assieme al gruppo di ricerca “I Scussons”, agli “Amis da MontQuarine” di Cormòns e all’associazione internazionale “Terre di confine”, di Visco, col patrocinio della Società Filologica Friulana e del Comune di Romans.
L’appuntamento, dal titolo “Prein ploja – Sant’Anna storia e leggenda”, si terrà domani, giorno dedicato a Sant’Anna, alle 20.30, in via Cividale 20, nel cortile della famiglia Zorzin, che ancora oggi viene indicato come il bearç da Muinijs (la corte delle Monache). Il luogo, infatti, porta ancora la denominazione di “Borgo Santo”, in quanto ai primi del ’700 ospitò le Sorelle della Dottrina Cristiana (fondate dalla cormonese Orsola Grotta) e la chiesa di Sant’Anna. Si pregava nel giorno di Sant’Anna onorando il detto Sant’Anna empla la fontana. Nel convento del Borgo Santo a Romans, si verificarono i primi miracoli della Madonna di Rosa Mystica, mentre nelle estati siccitose, in quel luogo le donne romanesi, nel culto di Sant’Anna, invocavano la pioggia con preghiere e il canto, che verrà riproposto, per l’intercessione di una Martire.
Di tutto questo parlerà il professor Ferruccio Tassin, della Società Filologica Friulana, mentre la serata sarà arricchita dalla partecipazione del Gruppo folkloristico “Santa Gorozia”. L’iniziativa viene sostenuta dalla Fondazione Carigo, la Cassa Rurale Fvg e la Banca di credito cooperativo di Staranzano e Villesse. –
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