SI RIVEDE LA POLITICA

Illy è tornato sui suoi passi e non chiederà ad Autovie Venete di denunciare i manifestanti che occuparono l'autostrada nella fase più critica del negoziato per il rinnovo del contratto di lavoro. È un ripensamento corretto, per l'irragionevolezza della richiesta iniziale e per le reazioni dure dei sindacati e dei lavoratori.


E dopo le dissociazioni, più o meno nette, da parte dei partiti della maggioranza e di alcuni assessori. Anche se di fronte alle prime prese di posizione della Cgil il presidente aveva fatto dire dal suo portavoce che lui non si lascia intimorire.


Questo modo di procedere (assunzione solitaria di decisioni - irremovibilità di fronte alle contestazioni - revisione della decisione) non è nuovo. Era già emerso a proposito del cementificio da insediarsi nella Bassa friulana. Anche allora la decisione era stata del governatore, i partiti della maggioranza avevano annuito, dalla società e da diversi soggetti sociali era venuta una forte opposizione, il governatore aveva inizialmente risposto riconfermando la decisione, i partiti che lo sostengono avevano cominciato a prendere le distanze, e alla fine Illy aveva abbandonato il progetto.


Anche oggi, come allora, la Politica ha prevalso. Si dice che la forza di Illy stia nei comportamenti e negli atteggiamenti antipolitici. Qui bisogna intendersi.


Se si fa riferimento ai teatrini e ai giochi più o meno tristi dei partiti o dei soggetti vari che vi girano dentro o intorno, essere antipolitici è un punto d'onore. Ma la Politica è altro. Non basta per governare non piegarsi, essere efficienti e determinati.


L'attività di governo deve essere consapevole che alla base di tutto stanno gruppi sociali e individui concreti, con i problemi, le contraddizioni, i conflitti, i sogni, i bisogni specifici; gruppi che si esprimono attraverso proprie strutture e secondo modalità condivise. Normalmente ciò avviene senza che si determino fratture profonde nella società, sia perché sono stati sviluppati strumenti per risolvere i conflitti prima che diventino distruttivi, sia perché esistono i partiti politici, i quali mediano, riconducono interessi specifici ad interessi più generali, ascoltano chi non riesce a farsi sentire.


La Politica è questo: ascolto, confronto, decisione. Se manca anche uno solo di questi elementi salta il corretto processo decisorio, perché si determina una frattura nel rapporto fra governanti e governati, o si interpreta erroneamente la realtà, o manca il consenso necessario perché le decisioni siano attuate.


È vero che l'attuale sistema per l'elezione di sindaci e presidenti di provincia e regione è stato introdotto contro l'eccesso di potere dei partiti e per rafforzare invece il potere di sindaci e presidenti eletti dal popolo; ma non contro la Politica, perché si sarebbe distrutta la vita sociale organizzata. Infatti, la cultura politica, l'arte politica, i valori politici e la morale politica sono imprescindibili, per evitare sia l'autoritarismo che l'anarchia e danno senso all'attività di governo. Per ritornare al caso della denuncia, come a quello del cementificio, se si fosse fatto ricorso alla Politica fin dall'inizio, senza aspettare che si imponesse per altre vie, si sarebbero evitate polemiche, contrapposizioni e prove di forza inutili.


Non si possono disconosce i poteri e le capacità del presidente della Regione. Non bisogna però disconoscere la forza e il ruolo della Politica.

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