Sindacati perplessi sulla casa di riposo all’ex albergo Furlan
RONCHI DEI LEGIONARI
La decisione del consiglio di Ronchi dei Legionari di avviare la riconversione dell’ex albergo Furlan in casa di riposo, a giudizio del sindacato dei pensionati, Spi-Cgil, Sfnp-Cisl, Uilp-Uil, apre più dubbi che certezze. Partendo dal fatto che l’età della popolazione con l’innalzamento dell’aspettativa di vita, fatto questo positivo, sarà uno degli elementi con cui tutta la società e la politica dovrà misurarsi, i sindacati pensano che, anche alla luce dei gravi problemi economici e sociali legati al Covid-19, sia necessario porre le basi per un nuovo sistema di welfare, sanità e tutele. «Per questo – esprimono i portavoce – riteniamo che la costruzione di nuove case di riposo nel nostro territorio non possono essere la giusta risposta. I dati ci dicono che oltre il 95% degli anziani nelle case di riposo sono non autosufficienti, dato drammatico. Perché può essere in parte vero che c’è una richiesta maggiore di posti nelle residenze protette, ma questo avviene soprattutto per una carenza di servizi di assistenza sul territorio e a livello domiciliare, che significa mettere più risorse e personale per far sì che anche gli anziani possano avere diritto all’assistenza domiciliare. Pertanto più pubblico e meno privato, per noi non è solo uno slogan».
I sindacati ricordano che nel 2019 l’ambito socio-assistenziale del Basso Isontino, aveva organizzato con i Comuni, l’Azienda sanitaria, Telesoccorso, amministratori di sostegno e sindacati dei pensionati di Cgil-Cisl-Uil, un ciclo di incontri con la popolazione, anche a Ronchi dei Legionari, con il titolo: “Voglio stare a casa... come posso fare?”. «E’ dimostrato che l’anziano anche con cronicità o patologie, se assistito nell’ambito familiare riceve benefici e vive molto meglio. Non dimentichiamoci dei costi elevati a cui le famiglie sono esposte per il pagamento delle rette nelle case di riposo ormai esclusivamente gestite da privati e cooperative con controlli solo parziali delle amministrazioni comunali. Far girare l’economia costruendo case di riposo – concludono – non è certo l’approccio ideale». —
LU. PE.
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