Sistiana: voleva uccidere il fratello, condannato a 6 anni di reclusione

Questa la sentenza di primo grado per il pluripregiudicato Paolo Sandrin che aveva scagliato un'accetta durante una violenta lite in casa

TRIESTE. Aveva tentato di uccidere il fratello scagliandogli addosso un’accetta.

Era accaduto lo scorso gennaio in una villetta di Sistiana.

Per Paolo Sandrin, cinquantanovenne pluripregiudicato originario di Monfalcone, ora è arrivato conto della giustizia: 6 anni di reclusione in primo grado.

La condanna è stata inflitta dal giudice Luigi Dainotti con il rito abbreviato. Il pm Federico Frezza aveva proposto 5 anni e 4 mesi.

Il procedimento penale a carico dell’imputato, difeso dall’avvocato Marina Rizzi, si è dunque chiuso piuttosto rapidamente. D’altronde le prove non mancavano. A iniziare dalle testimonianze dei carabinieri e dei poliziotti.

Le forze dell’ordine erano intervenute nella villetta di Sistiana l’11 gennaio per sedare una violenta lite tra Sandrin e la madre convivente, una ultraottantenne con problemi di salute. Il cinquantanovenne la maltrattava abitualmente. E quel giorno era anche alterato dall’alcol. Urlava in casa, minacciando sia il fratello che la mamma. Era stata proprio lei a chiamare le forze dell’ordine.

Quando i poliziotti e i carabinieri erano entrati nella villetta, Sandrin aveva tentato di nascondersi in cantina barricandosi e spegnendo la luce.

Gli agenti del Commissariato di Duino, affiancati dai militari della Stazione di Aurisina, avevano tentato di convincere l’uomo ad aprire. Anche il fratello aveva provato a calmarlo. Ma improvvisamente il cinquantanovenne aveva impugnato un’accetta e l’aveva scagliata lanciata su di lui oltre al vetro della porta.

Un carabiniere, con una mossa rapida, era riuscito a spostare il fratello evitando che l’attrezzo lo colpisse in testa. L’accetta gli aveva però ferito un braccio, fortunatamente in modo non grave.

Carabinieri e poliziotti avevano poi immobilizzato e ammanettato l’uomo. Sandrin era stato poi portato in carcere al Coroneo, dove si trova tutt’ora.

Oltre che di tentato omicidio aggravato, il pm Frezza aveva contestato al pluripregiudicato anche altri reati: lesioni (la ferita al braccio del fratello), resistenza a pubblico ufficiale e i maltrattamenti nei confronti della madre.

Sandrin non è di certo un nome nuovo alla giustizia: ha alle spalle ben tredici condanne; l’ultima, del 2016, per spaccio. Ma la vicenda più grave risale all’aprile del 1984: l’uomo, all’epoca ventiduenne, aveva ucciso una persona durante un furto in un’abitazione di via San Polo 81, a Monfalcone.

Sandrin era assieme a due minorenni: aveva ammazzato il proprietario di casa stordendolo con un tubo in ferro e rompendogli in testa un posacenere di vetro.

Riproduzione riservata © Il Piccolo