Sito in concessione ai pescasportivi Accesso al mare solo per gli iscritti

L’ordinanza della Capitaneria di porto, numero 53 del 2014 tuttora vigente, ha definito quattro zone nel porto e nell’ambito portuale comprendenti il bacino acqueo di Portorosega, il bacino di Panzano e il canale Valentinis, ai fini dell’autorizzazione all’attività di pesca sportiva-ricreativa. Due ambiti sono dedicati alla pesca da terra: si tratta della Zona 3, relativa alla sponda sinistra del canale Valentinis, lungo un tratto di banchina escludendo i primi 60 metri, e la Zona 4, compresa tra la sede dell’Associazione Pescatori Dilettanti e la roggia limitrofa al silos De Franceschi.
Apd, con il presidente Alessandro Colamaria, ha avviato una riorganizzazione dell’area demaniale, ora in concessione trentennale, perimetrandone con recinzione i confini. Con ciò quindi precludendo l’accesso attraverso i “varchi” per il raggiungimento della riva.
I progetti sono diversi, quelli in serbo all’associazione monfalconese, ma intanto sono in corso una serie di necessari interventi di messa in sicurezza, anche a fronte di quanto previsto dalla stessa concessione, autorizzata dalla Regione circa 2-3 mesi fa.
È l’inizio di un intervento di riqualificazione dell’area nella quale ricadono due passaggi. E i passaggi, come ha spiegato il presidente Colamaria, rappresenteranno l’uno l’ingresso principale, affiancato al bar esistente, l’altro, ora sottoposto al ripristino della banchina ceduta, sarà riservato ai diportisti. I progetti dell’Apd sono a più ampio raggio, nel prevedere anche l’accesso ai pescasportivi portatori di disabilità tramite la realizzazione di adeguati pontili, nonché la possibile richiesta di concessione per un’ulteriore superficie demaniale. Insomma, in casa Apd è partita la fase di rilancio e di nuovi investimenti.
Arrivare al mare, quindi, è diventato un problema per quanti, non iscritti al circolo dei Pescatori Dilettanti, per consuetudine si avvalevano dei “varchi” ricadenti nella concessione. Appassionati che a questo punto si chiedono dove potranno lanciare le lenze, considerata l’”esiguità” delle aree dove poter esercitare la pescasportiva. Della questione se n’è occupato il consigliere comunale Omar Greco (Art.1, Gruppo misto), traducendo il tutto in un’interrogazione al sindaco. «Da tempo – scrive il consigliere – ad un numero importante di cittadini monfalconesi e non, il diritto all’attività della pesca da riva, stabilito dalla legge, non viene più riconosciuto per il tratto di costa demaniale citato nell’ordinanza 53 del 2014 della Capitaneria di Porto, la cosiddetta Zona 4. È inaccessibile al pubblico», sono gli estremi dell’interrogazione. Fa anche riferimento ad «un’altra porzione, che non risulta in concessione, come confermato dalla Capitaneria via mail ad un pescatore» e «l’accesso alla linea di costa risulta sbarrato».
Greco chiede pertanto al sindaco, se quanto riportato corrisponde al vero, «quali azioni intenda intraprendere per ripristinare il diritto dei pescatori ad utilizzare quell’area per la propria attività, come previsto dall’ordinanza della Capitaneria». Un rappresentante del gruppo in questione, che, come ha affermato, ha chiesto lumi al Servizio comunale e alla stessa Capitaneria, si è chiesto cosa preveda la concessione, cosa sia o meno permesso.
Sul tappeto c’è comunque una questione di mappature. «Le mappe presentate negli ultimi anni – ha osservato il presidente Colamaria – non sono state più aggiornate. Noi, assieme ad altre associazioni pescasportive, abbiamo già avuto modo di far presente l’opportunità di definire con precisione le aree. A nostro avviso, va rifatta la rilevazione. Resta il fatto che, per quanto ci riguarda, le decisioni assunte rientrano nelle nostre prerogative di concessionari. Con la posa della recinzione non abbiamo fatto altro che applicare la legge. Ora stiamo procedendo con gli interventi di messa in sicurezza, per poi portare avanti i nostri progetti».—
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