Siulp: «I dati sulla criminalità non giustificano i vigili privati»

Messaggio sintetico e chiaro da parte del Partito democratico: così non si può andare avanti, «Monfalcone non è il Bronx e soprattutto non deve essere la città dei divieti e delle ringhiere». Parola di Gianfranco Zorzin, ex assessore al Commercio sotto il Persi I e II, oggi consigliere all’opposizione, in sostituzione di Silvia Altran dopo il suo addio agli scranni. Ma la presa di posizione contro l’ultimo provvedimento in tema di sicurezza, annunciato dal sindaco Anna Cisint, cioè la conferma e l’estensione dei servizi di sorveglianza privata a due distinte società, Alexa e Corpo vigili notturni srl, non è solo politica, ma anche sindacale.
Giovanni Sammito, segretario provinciale del Siulp, Sindacato unitario lavoratori polizia, si dice «molto perplesso» esprimendo contrarietà senza mezzi termini «a questi surrogati di sicurezza». «Il sindaco – sostiene – vuole mandare un messaggio di rassicurazione a livello locale, ma inconsapevolmente veicola il messaggio opposto, di una città invivibile. Mentre a Monfalcone i dati sulla criminalità dicono tutt’altro e non giustificano allarmismi: l’andamento dei reati non legittima queste ulteriori forme di controllo». Per Sammito i cittadini devono avere «riferimenti precisi, anche nelle divise che osservano», mentre in questo modo «s’ingenera confusione», perché «non è chiaro quali siano i compiti dei vigilantes notturni»: «Se tutti fanno sicurezza, va a finire che nessuno la fa in maniera specifica. In fin dei conti ci sarà un motivo se il corso di addestramento di un agente di Polizia di Stato dura un anno: agenti non ci si improvvisa». E nel campo della sicurezza «la formazione non solo è fondamentale, ma permanente». «Fare la guardia giurata davanti a una banca o a una gioielleria è un conto – prosegue –, ma pattugliare con un’arma via Sant’Ambrogio è un’altra».
Dunque il sindaco dovrebbe «rivolgersi al tavolo provinciale di coordinamento della sicurezza, che trova regia nel Questore e Prefetto» e «adoperarsi per un rafforzamento dell’organico della Polizia locale». Sul punto c’è da dire che il sindaco ha annunciato a settembre concorsi per coprire sei posti vacanti nella Municipale. «Se c’è uno schiamazzo o un ubriaco molesto – osserva Sammito – il cittadino chiama le forze dell’ordine, non un soggetto che non può intervenire e si limita a segnalare ad altri di sopraggiungere. Si rischia anzi di assistere al paradosso di una guardia giurata particolare che, armata, non entra in azione, ma chiama il vigile urbano, senza pistola, per scongiurare un pericolo». Attenzione, dunque, a «non creare più polizie, col rischio solo di infondere nella collettività insicurezza».
Ma non tutti i sindacati la vedono allo stesso modo: Lorenzo Tamaro, segretario regionale aggiunto del Fvg Sap, Sindacato autonomo di polizia, si dice «non contrario a una sicurezza integrata». Cioè ogni cosa utile e legale che può concorrere alla tutela del cittadino è «ben accetta», fermo restando che non si devono confondere o sostituire i ruoli. «La sicurezza – aggiunge è prerogativa delle forze dell’ordine». Occhi in più sono sempre utili, ma solo se poi si hanno risorse umane da rivolgere nell’intervento, mentre – «e il Sap in questi anni ha portato avanti una denuncia solitaria», sottolinea ancora Tamaro – negli «ultimi 10 anni di governi si sono visti solo tagli trasversali, con attuali 20 mila agenti della sola Polizia di Stato in meno in Italia, circa 800 in Fvg e 300 nell’area giuliana».
Quanto ai sindacati della Municipale, così Carlo Postiglione (Uil-Fp): «Bene la previsione di ampliare l’organico, ovviamente l’impiego dei vigili notturni privati ci permetterà di condurre interventi mirati dopo le segnalazioni». «Tutto è utile – termina – ma la prima esigenza è procedere con i concorsi». Invece «contrario» alla sicurezza sussidiaria si dice Massimo Bevilacqua, segretario regionale Cisl-funzione pubblica: «Non entro nel merito delle professionalità, è però essenziale portare avanti le assunzioni nella Municipale. A ognuno le sue competenze». –
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